Rifornimenti

Diesel, a Parma i prezzi tengono dopo lo stop allo sconto

Rilevati valori simili al giorno precedente: l’effetto del nuovo meccanismo fiscale non ha prodotto il rialzo atteso.

Diesel, a Parma i prezzi tengono dopo lo stop allo sconto

La fine dello sconto sulle accise del diesel non ha prodotto, almeno nella mattinata osservata, gli aumenti temuti dagli automobilisti di Parma e provincia. Lo sconto, pari a 6,1 centesimi di euro al litro, è terminato il 5 ottobre, ma un giro tra i distributori della città e lungo le principali tangenziali ha evidenziato valori in linea con quelli dei giorni precedenti.

Da via Emilia a via Mantova, passando per la rete di rifornimento lungo le tangenziali, non sono stati rilevati rincari significativi. Il prezzo del gasolio si è mantenuto su livelli simili a quelli del giorno precedente, con valori compresi tra 2,189 euro al litro sulla via Emilia Est, 2,280 euro in tangenziale e 2,259 euro in via Mantova. L’unica eccezione segnalata riguarda Eni, dove il prezzo ha raggiunto 2,25 euro al litro dopo la conclusione della riduzione collegata alle accise.

Il passaggio alle accise mobili

La preoccupazione per possibili aumenti nasceva dal cambio del meccanismo fiscale. Al termine del taglio temporaneo, è entrato in funzione il sistema delle accise mobili, pensato per utilizzare una parte dei maggiori proventi legati all’andamento delle quotazioni e compensare, almeno in parte, eventuali rincari alla pompa.

Il meccanismo, tuttavia, si basa sulle previsioni relative all’andamento dei prezzi e non garantisce automaticamente la stabilità dei listini. Il Codacons aveva avvertito che la fine dello sconto fisso avrebbe potuto tradursi in un aumento del prezzo del diesel, chiedendo inoltre alle compagnie petrolifere di mantenere fino alla fine dell’anno le riduzioni e i tetti massimi applicati volontariamente.

Il ruolo dei tetti ai listini

A contenere l’impatto della fine dello sconto ha contribuito il price cap adottato da alcuni dei principali marchi petroliferi, tra cui Ip, Q8 e Tamoil. Il limite volontario ai prezzi ha consentito agli automobilisti di rifornirsi, in diversi impianti, alle stesse condizioni del giorno precedente. Il sistema è applicato sia sulla rete ordinaria sia, con modalità differenti, lungo la rete autostradale.

Secondo i dati richiamati dal Codacons, nell’ultima settimana gli sconti delle compagnie avevano già determinato una riduzione media di 11 centesimi al litro per la benzina sulla rete ordinaria, con un risparmio stimato di 5,50 euro per un pieno. Per il gasolio il calo indicato era di 13,3 centesimi, pari a una minore spesa di 6,65 euro per rifornimento.

Nonostante i ribassi più recenti, l’associazione dei consumatori sostiene che il diesel continui a costare agli automobilisti italiani 52,1 centesimi al litro in più rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran, con un incremento del 30,2%. La maggiore spesa stimata supera i 26 euro per un pieno. A Parma, almeno nella rilevazione della mattina, la fine dello sconto non ha però determinato il nuovo balzo dei prezzi paventato nei giorni precedenti.