Sicurezza

Emilia-Romagna, 47 morti sul lavoro nei primi nove mesi

Il rapporto dell’Osservatorio Vega rileva 823 decessi nel Paese e un rischio più elevato per stranieri, donne e anziani.

Emilia-Romagna, 47 morti sul lavoro nei primi nove mesi

Nei primi nove mesi del 2026 sono stati 47 i decessi avvenuti in occasione di lavoro in Emilia-Romagna. Il dato colloca la regione al sesto posto in Italia per numero assoluto di vittime, dopo Lombardia, Campania, Veneto, Sicilia e Piemonte. L’Emilia-Romagna rientra nella fascia gialla della zonizzazione elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, con un’incidenza della mortalità compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio.

Nel complesso, tra gennaio e settembre, le vittime sul lavoro in Italia sono state 823: 595 hanno perso la vita durante l’attività lavorativa e 228 nel tragitto casa-lavoro. Rispetto allo stesso periodo del 2025 si contano 39 decessi in più. L’incidenza media nazionale è pari a 24,7 morti ogni milione di lavoratori. In zona rossa, con un valore superiore al 125% della media, figurano Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania.

Le categorie più esposte

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia differenze significative in base all’età e alla condizione dei lavoratori. L’incidenza più alta riguarda gli ultrasessantacinquenni, con 85,4 decessi ogni milione di occupati. Seguono la fascia tra 55 e 64 anni, con un’incidenza di 37,1, e quella tra 15 e 24 anni, con 34,3. In termini assoluti, però, il gruppo più colpito è quello dei lavoratori tra 55 e 64 anni, con 208 vittime.

Nei primi nove mesi dell’anno sono morte 76 donne, otto in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento dell’11,8%. I lavoratori stranieri deceduti sono stati invece 221, contro i 171 dell’anno precedente: l’aumento è del 29,2%. Per questa categoria l’indice di mortalità raggiunge 61,5 decessi ogni milione di occupati, oltre tre volte il valore rilevato tra i lavoratori italiani, pari a 20,3.

Settori e denunce di infortunio

Il comparto con il maggior numero di morti in occasione di lavoro è quello delle Costruzioni, con 101 vittime. Seguono Trasporto e Magazzinaggio, con 80, e Attività Manifatturiere, con 73. Quanto ai giorni della settimana, il giovedì risulta il più luttuoso, con il 22,2% degli infortuni mortali registrati fino a settembre, davanti a lunedì e martedì.

Le denunce di infortunio complessive presentate entro settembre sono state 457.879, il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il numero più elevato si registra nelle Attività Manifatturiere, seguite da Sanità, Costruzioni, Commercio e Trasporto e Magazzinaggio. Le denunce riferite a lavoratori stranieri sono 101.998, pari al 22,3% del totale.

Il presidente dell’Osservatorio Vega, Mauro Rossato, ha sottolineato come i dati mostrino che il fenomeno non colpisce in modo uniforme le diverse categorie professionali e aree del Paese. Secondo l’analisi, le differenze territoriali e l’aumento della mortalità tra lavoratori stranieri e donne richiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dei soggetti impegnati nella prevenzione.