A Polesine Zibello ha riaperto Palazzo Menta, edificio storico legato alla vita del paese e alle attività del territorio. Per decenni il palazzo è stato albergo, bar e punto di incontro per residenti e viaggiatori. Qui si acquistavano pane, salumi e altri prodotti locali e, tra gli avventori, c’era anche Giovannino Guareschi, che avrebbe raccolto in questo luogo voci e aneddoti destinati a confluire nei suoi racconti.
Chiuso per anni, l’immobile è stato donato al Comune dalla famiglia Bisagni, discendente della famiglia Menta. Il recupero è stato realizzato nell’ambito del bando PNRR dedicato all’Attrattività dei borghi, all’interno del progetto Il borgo dei mestieri e dei sapori. Polesine Zibello si è classificato primo in Emilia-Romagna e tra i primi dieci comuni italiani, ottenendo circa 900mila euro su 1,6 milioni assegnati complessivamente al progetto. Nel complesso, le risorse PNRR ottenute dal Comune superano i 5 milioni di euro.
Spazi per lavoro e comunità
Il palazzo è stato concepito come uno spazio da utilizzare, non come un museo da osservare soltanto. Al suo interno trovano posto una sala polivalente con maxischermo, un salottino attrezzato per raccogliere le testimonianze degli abitanti e una cantina destinata alla stagionatura di salumi e formaggi. Nell’antico laboratorio del pane è stato restaurato un forno a legna del 1947, affiancato da un impianto moderno.
Altri ambienti sono destinati a corsi e sperimentazioni. Qui vengono raccolte le ricette dei dolci tradizionali della Bassa, mentre un laboratorio affidato all’Azienda Agraria Sperimentale Stuard è dedicato all’essiccazione delle erbe locali. Dalle lavorazioni sono previste produzioni di saponi alla calendula e alla camomilla, essenze profumate e sali aromatizzati legati ai marchi Argini Custodi e Stuard.
All’esterno sono stati realizzati un orto-giardino e un patio per incontri e momenti conviviali. Nell’altra ala trovano spazio una falegnameria e una ciclofficina, con servizi di riparazione e noleggio di biciclette, anche a pedalata assistita, per gli itinerari lungo gli argini e nel bosco fluviale. I percorsi sono illustrati anche attraverso un QR code. Le pareti conservano a vista i mattoni storici, a sottolineare il rapporto tra il recupero e la struttura originaria.
La gestione affidata alla cooperativa
La gestione della struttura è stata affidata ad Argini Custodi, cooperativa di comunità costituita per il progetto con finalità sociali. La realtà conta 39 soci e un consiglio di amministrazione composto da sette persone, guidato dalla presidente Marinella Frati. Alla cooperativa spetterà anche la gestione dell’ostello comunale Giacomo Chiesi, situato nelle vicinanze e dotato di 25 posti letto.
Il sindaco Massimo Spigaroli ha spiegato che l’obiettivo è unire tradizione e innovazione, mantenendo attivi i saperi locali e creando opportunità per i giovani. Marinella Frati ha indicato tra le priorità l’inclusione delle persone più fragili, sottolineando il valore sociale del lavoro e della partecipazione alla comunità.
Il taglio del nastro si è svolto sabato 12 settembre alla presenza del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti della Provincia di Parma, della Regione Emilia-Romagna, delle amministrazioni locali, del mondo scolastico e della formazione, oltre a esponenti delle forze dell’ordine e della comunità religiosa.
Durante l’inaugurazione si è parlato anche del ruolo dei finanziamenti europei e degli interventi realizzati in Emilia-Romagna. Foti ha ricordato che il PNRR comprende risorse a fondo perduto e finanziamenti a debito, sostenendo che il recupero di Palazzo Menta rappresenta un esempio di investimento sul patrimonio e sulla vitalità dei piccoli centri. Nel corso della visita è stata mostrata al ministro anche la vecchia macchina del caffè utilizzata ai tempi di Guareschi.