Bilancio comunale

Vignali critica la Giunta Guerra: accuse su sicurezza e opere

Il gruppo di opposizione contesta commercio, mobilità, impianti e condizioni urbane dopo oltre quattro anni di governo.

Vignali critica la Giunta Guerra: accuse su sicurezza e opere

Pietro Vignali, insieme a Fabrizio Pallini, Ines Seletti, Virginia Chiastra, Andrea Aiello e Marco Osio, traccia un bilancio fortemente negativo dell’operato della Giunta Guerra a più di quattro anni dal suo insediamento. In un intervento politico, gli esponenti contestano all’amministrazione comunale di Parma una distanza significativa tra annunci e risultati concreti, sostenendo che, al netto delle opere finanziate dal PNRR, in larga parte ereditate dalla precedente amministrazione, siano stati realizzati pochi interventi.

Secondo Vignali e gli altri firmatari, la città sarebbe segnata da trascuratezza, degrado, manutenzione insufficiente del verde e dello spazio pubblico, rifiuti abbandonati e difficoltà crescenti per il commercio. La critica riguarda anche il metodo dell’amministrazione, accusata di aver privilegiato conferenze, tavoli, patti, candidature e annunci rispetto a una strategia di lungo periodo. Nel mirino finiscono inoltre la sicurezza dei quartieri e quella che viene definita una ridotta capacità di cura quotidiana del territorio.

Commercio, mobilità e sicurezza

Una delle principali contestazioni riguarda il centro storico. Vignali indica in oltre 300 i negozi sfitti, dato che a suo giudizio segnala l’avanzata della desertificazione commerciale, anche in vie centrali come via Mazzini. L’ex sindaco sostiene che sia mancata una politica organica per il settore: il regolamento del commercio sarebbe stato approvato dopo un lungo rinvio e, secondo la sua ricostruzione, non verrebbe applicato in modo efficace. Criticati anche gli interventi in via Repubblica e via XXII Luglio, giudicati insufficienti rispetto alla necessità di rilanciare accessibilità e attrattività.

Sulla mobilità, gli esponenti rilevano aumenti tariffari senza un effettivo potenziamento del trasporto pubblico. Vengono inoltre segnalati problemi di manutenzione e di collegamento nei parcheggi, sia in struttura sia scambiatori, oltre all’assenza di un adeguato servizio navetta. Anche il piano della mobilità ciclabile viene definito ridimensionato: dei 60 chilometri di piste promessi, secondo la loro stima, ne verrebbero realizzati circa 18, senza collegamenti sufficienti con le frazioni e con percorsi già esistenti che presenterebbero carenze manutentive.

Particolarmente dura è la valutazione sulla sicurezza. Vignali cita circa 700 reati in otto mesi e accusa la Giunta di aver sottovalutato a lungo il problema. Tra gli elementi richiamati ci sono i cambi ai vertici della Polizia Locale, l’efficacia ritenuta insufficiente degli street tutor, la soppressione del nucleo investigativo e cinofilo e la mancata applicazione dell’ordinanza sulle bevande alcoliche. Per i firmatari, la risposta dovrebbe basarsi su presenza sul territorio, prevenzione, controllo e capacità investigativa.

Opere pubbliche, sport e giovani

Nel documento viene contestata anche la gestione delle opere pubbliche. Vignali parla di circa 150 milioni di euro di interventi traslati e sostiene che, in un solo anno, le spese in conto capitale non realizzate abbiano superato il 63 per cento. Questo dato, secondo l’opposizione, dimostrerebbe una difficoltà nel trasformare le risorse in opere e servizi. Nel mirino finiscono poi i tempi legati al nuovo stadio Tardini, la piscina di via Zarotto, l’ex Coni e il Palasport, per i quali vengono giudicate ancora insufficienti o non risolutive le soluzioni prospettate.

Infine, il gruppo richiama alcuni indicatori sulla qualità della vita. Parma sarebbe scivolata al 43° posto per la qualità della vita dei giovani, mentre altri piazzamenti citati riguardano la percezione dell’insicurezza, il verde attrezzato, le rette delle mense e gli eventi. La candidatura a Capitale europea dei giovani viene considerata un’opportunità, ma non sostitutiva di politiche concrete. La critica si estende alla precedente candidatura a Capitale Italiana della Cultura, ritenuta non accompagnata dai risultati strutturali annunciati. L’intervento si conclude chiedendo una strategia più incisiva su servizi, attrattività e sviluppo urbano.