Un uomo originario dello Sri Lanka e residente a Parma è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di usura e abusiva attività di raccolta del risparmio. Il provvedimento è stato eseguito nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, che ha coinvolto complessivamente quattro persone per condotte ritenute riconducibili allo stesso sistema.
Le investigazioni sono state condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, servizi di osservazione e perquisizioni locali, personali e informatiche. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire le modalità di concessione delle somme e di documentare la disponibilità di denaro utilizzato per soddisfare le richieste di finanziamento.
Interessi mensili fino al 4 per cento
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il denaro veniva consegnato in contanti a persone originarie dello Sri Lanka. Ai debitori sarebbero stati richiesti versamenti mensili pari al 4 per cento del capitale ricevuto, fino alla restituzione integrale della somma iniziale. Il tasso applicato, calcolato su base annua, avrebbe raggiunto in alcuni casi il 48 per cento, oltre la soglia prevista dalla legge.
I pagamenti periodici, secondo lo schema contestato, venivano imputati esclusivamente agli interessi e non riducevano la quota capitale. Quest’ultima rimaneva quindi interamente dovuta fino alla scadenza concordata. Le condotte ipotizzate avrebbero avuto carattere ripetuto e interessato più persone.
In alcuni episodi, per ottenere la restituzione del capitale, sarebbero state esercitate pressioni anche sulla sfera familiare dei debitori. Le intimidazioni avrebbero fatto leva sul timore di possibili ritorsioni nei confronti di parenti residenti nel Paese d’origine.
Il sistema di raccolta del denaro
L’inchiesta avrebbe inoltre portato alla luce un meccanismo di raccolta abusiva del risparmio e di esercizio non autorizzato dell’attività bancaria. Il sistema prevedeva la raccolta periodica di denaro tra più partecipanti e la successiva assegnazione delle somme attraverso aste interne al gruppo.
Il destinatario della misura cautelare è ritenuto dagli investigatori il promotore e organizzatore di gruppi composti da 15 a 30 partecipanti. Avrebbe curato i contatti, convocato gli incontri, reperito le risorse, stabilito gli importi, riscosso le quote e assegnato successivamente il denaro.
La gestione di gruppi numerosi e la regolarità degli incontri avrebbero indotto gli inquirenti a escludere l’ipotesi di una raccolta occasionale con finalità solidaristiche, orientando invece la contestazione verso una struttura bancaria abusiva e clandestina. Il sistema operava, secondo gli elementi raccolti, senza contratti formalizzati, garanzie o autorizzazioni delle autorità di vigilanza, in violazione delle norme del Testo unico bancario.
Alla luce della reiterazione delle condotte e delle modalità intimidatorie emerse in alcuni casi, la Procura ha chiesto l’applicazione della misura cautelare personale, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale competente. Dopo l’esecuzione del provvedimento, l’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Parma, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.