Una 40enne residente a Parma è stata raggirata dopo aver cercato online un’auto a noleggio da utilizzare una volta atterrata in un noto aeroporto italiano. La donna, interessata all’annuncio pubblicato in rete, ha versato 250 euro per bloccare il veicolo, ma non ha mai ricevuto il contratto né le indicazioni necessarie per il ritiro dell’automobile.
L’annuncio e il pagamento
La vicenda risale ad alcuni mesi fa. Dopo aver individuato l’inserzione, la parmigiana ha contattato il numero di telefono indicato per chiedere informazioni. Dall’altra parte avrebbe risposto un uomo dai modi sicuri e disponibili, riuscendo in breve tempo a conquistare la fiducia della potenziale cliente.
Nel corso della trattativa sarebbero stati concordati il modello della vettura e il prezzo del noleggio. Il presunto venditore avrebbe quindi richiesto l’invio della documentazione personale necessaria per predisporre il contratto e il pagamento tramite bonifico istantaneo. Il primo IBAN fornito, tuttavia, non avrebbe consentito l’accredito immediato, per alcuni problemi legati al conto corrente.
A quel punto l’interlocutore avrebbe comunicato un secondo codice bancario. Sul nuovo conto la somma è stata trasferita senza difficoltà e la vittima ha inviato la ricevuta dell’operazione. Dopo aver ricevuto la contabile, però, il sedicente noleggiatore avrebbe interrotto ogni contatto: il contratto non è mai arrivato, le chiamate sono rimaste senza risposta e il numero della donna sarebbe stato infine bloccato.
Le indagini dei Carabinieri
Resasi conto di essere stata truffata, la 40enne si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di San Pancrazio. I militari hanno avviato gli accertamenti sulla transazione e sui contatti utilizzati durante la trattativa, ricostruendo i movimenti del denaro transitato sui due conti indicati.
Gli investigatori hanno inoltre esaminato i tabulati telefonici e l’intestazione dell’utenza impiegata per contattare la vittima. L’incrocio degli elementi raccolti ha permesso di risalire a due uomini italiani di 42 e 43 anni, entrambi residenti in un’altra regione.
I due sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria con l’ipotesi di truffa in concorso. La loro posizione resta ora al vaglio della magistratura. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e nei confronti degli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.