Indagini dei militari

Truffa del falso autonoleggio: perde 700 euro a Parma

Un imprenditore cercava un veicolo durante una trasferta: versamento richiesto come cauzione, ma nessuna consegna davanti alla stazione

Truffa del falso autonoleggio: perde 700 euro a Parma

Era in trasferta per lavoro e aveva bisogno di un’auto per rientrare a Parma. La ricerca online di un veicolo a noleggio si è però trasformata in una truffa da 700 euro ai danni di un imprenditore parmigiano, legale rappresentante di un’azienda immobiliare. L’uomo, che si trovava in una città del Sud Italia, ha individuato un portale web che riproduceva graficamente il sito ufficiale di una nota società di autonoleggio.

Il clone riportava anche il logo del marchio e un numero di telefono. Convinto di essere entrato nel sito autentico, l’imprenditore ha contattato il recapito indicato nella pagina. Al telefono avrebbe risposto un uomo che si sarebbe presentato come dipendente della società. La necessità di rientrare rapidamente avrebbe favorito una trattativa molto breve, al termine della quale il presunto operatore ha comunicato un IBAN per il pagamento immediato.

Il pagamento e la mancata consegna

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, all’uomo sarebbero stati richiesti 700 euro tramite bonifico istantaneo. Di questa somma, 500 euro sarebbero stati indicati come cauzione, con la promessa di restituirli alla riconsegna della vettura. Dopo aver ricevuto il pagamento, il falso operatore avrebbe assicurato l’invio delle istruzioni definitive per il ritiro, chiedendo inoltre alla vittima di inoltrare la ricevuta del bonifico.

Come punto di consegna sarebbe stata indicata una presunta sede operativa nel piazzale davanti alla stazione ferroviaria della città. Quando l’imprenditore è arrivato sul posto, però, ha scoperto che non era prevista alcuna consegna a suo nome. Il personale della vera società di autonoleggio gli ha comunicato che il suo nominativo non risultava nei sistemi. Un controllo sul conto destinatario del pagamento ha poi confermato l’anomalia: l’IBAN non era intestato alla società, ma a una persona fisica.

La denuncia e gli accertamenti

Dopo essere riuscito a rientrare a Parma con altri mezzi, l’imprenditore si è rivolto ai Carabinieri di San Pancrazio Parmense e ha denunciato l’accaduto. I militari hanno avviato gli accertamenti sul trasferimento del denaro e sui contatti telefonici intercorsi con la vittima, analizzando anche i tabulati relativi al numero utilizzato dal presunto operatore.

Le verifiche tecniche hanno permesso di risalire a un 63enne italiano, residente in un’altra regione, ritenuto dagli investigatori la persona che avrebbe organizzato e messo in atto il raggiro. Al termine delle indagini, l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica competente. Il 63enne, allo stato, è indagato e deve essere considerato presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto dei principi costituzionali.