Il futuro dell’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma torna al centro del confronto politico e amministrativo. A riaccendere il dibattito è il comitato Nocargoparma, che chiede al Comune di chiarire quale sia oggi la posizione effettiva sullo sviluppo dello scalo e, in particolare, sul possibile impiego dell’infrastruttura per il trasporto delle merci.
L’amministrazione comunale ha ribadito che l’aeroporto non sarà destinato al cargo. Secondo il comitato, però, questa rassicurazione non sarebbe sufficiente a definire il quadro, alla luce degli strumenti di pianificazione e delle procedure autorizzative ancora in corso. Nel comunicato diffuso da Nocargoparma viene messo in discussione anche il valore attribuito al Piano nazionale degli aeroporti, richiamato dal Comune per sostenere l’assenza di un progetto di sviluppo del traffico merci a Parma.
Il piano di sviluppo dello scalo
Nocargoparma osserva che il Piano nazionale avrebbe una funzione di indirizzo strategico e programmatico e non costituirebbe, di per sé, uno strumento automaticamente vincolante per le decisioni dei singoli aeroporti. La questione riguarda quindi il rapporto tra gli orientamenti nazionali e gli atti di pianificazione e autorizzazione relativi allo scalo parmigiano.
Al centro delle contestazioni c’è soprattutto il Masterplan approvato nel 2023. In base alla documentazione istituzionale regionale citata dal comitato, il progetto comprende l’ampliamento della pista e opere connesse alla movimentazione delle merci, tra cui piazzole e hangar cargo. Il piano è stato sottoposto a procedure di valutazione ambientale e autorizzazione presso il ministero competente.
Il progetto risulta inoltre collegato a un finanziamento pubblico di 12 milioni di euro destinato agli interventi infrastrutturali sull’aeroporto. La documentazione regionale distingue una prima fase, dedicata all’adeguamento della pista, e una seconda fase che prevede l’allungamento della pista e la realizzazione di strutture per il trasporto delle merci.
La richiesta sulla proroga della Via
Un altro elemento del confronto riguarda la validità della valutazione di impatto ambientale relativa al Piano di sviluppo aeroportuale 2023. Sul portale del Ministero dell’Ambiente risulta una richiesta presentata il 3 luglio 2026 da Sogeap, la società che gestisce l’aeroporto di Parma, per ottenere la proroga della validità della decisione di Via. La procedura, secondo le informazioni riportate, è ancora in fase di valutazione da parte della commissione tecnica competente.
Partendo da questi elementi, il comitato chiede al Comune di precisare se il progetto debba essere ritirato oppure se resti un’ipotesi contemplata dagli strumenti di pianificazione. Il tema si inserisce nel più ampio confronto sul ruolo dello scalo nel sistema regionale: nel 2026 la Regione Emilia-Romagna ha approvato una legge sul sistema aeroportuale e sulla logistica, istituendo una cabina di regia per coordinare le strategie di sviluppo degli aeroporti regionali, compreso quello parmigiano.
La vicenda resta quindi aperta sul piano politico e amministrativo. Da una parte ci sono le dichiarazioni del Comune sul mancato arrivo del cargo; dall’altra, gli atti di programmazione, le opere indicate nel Masterplan e le procedure autorizzative che riguardano il futuro dell’infrastruttura.