Bando associativo

Ricerca, 30mila euro a Parma contro leucemie e linfomi

Due studi dell’Ateneo puntano a nuovi biomarcatori e diagnosi più rapide per patologie onco-ematologiche

Ricerca, 30mila euro a Parma contro leucemie e linfomi

Trentamila euro per sostenere due progetti dedicati allo studio di leucemie e linfomi. È il finanziamento assegnato dall’Associazione Chiara Tassoni ODV a due gruppi di ricerca dell’Università di Parma, selezionati attraverso un bando rivolto a studi innovativi nel campo delle patologie onco-ematologiche.

L’iniziativa è stata presentata il 26 ottobre 2026 al ParmaUniversity Info Point, alla presenza del rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli, del presidente dell’associazione Roberto Albertini, dell’esperto scientifico Pier Giorgio Petronini e dei ricercatori Luca Pagliaro e Simone Fortunati, coordinatori dei due progetti.

Lo studio sul linfoma extranodale

Il progetto PROGENOMELED, coordinato da Luca Pagliaro del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, analizzerà il linfoma extranodale attraverso un approccio proteogenomico. L’attività di ricerca si concentrerà sulle interazioni tra le cellule tumorali e l’ambiente che le circonda, oltre che sui meccanismi che guidano l’evoluzione della malattia.

L’obiettivo è individuare nuovi biomarcatori e possibili bersagli molecolari che, in prospettiva, possano contribuire allo sviluppo di trattamenti più mirati. Il progetto si inserisce in un percorso di studio volto a comprendere meglio la complessità biologica del linfoma e le dinamiche che ne condizionano la progressione.

Un sistema diagnostico per le leucemie acute

Il secondo progetto, denominato SCREEMIR e coordinato da Simone Fortunati del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, punta invece alla messa a punto di un sistema diagnostico per le leucemie acute mieloidi.

La ricerca prevede l’impiego di biosensori elettrochimici capaci di rilevare specifiche molecole, i microRNA, considerate potenzialmente utili per riconoscere la presenza della malattia in modo più rapido e accurato. Il lavoro integra competenze biologiche, mediche, chimiche e tecnologiche.

Secondo i requisiti stabiliti dal bando, i risultati dei due progetti saranno pubblicati su riviste scientifiche internazionali di fascia Q1, tra le più autorevoli nei rispettivi ambiti disciplinari. Il finanziamento mira così a rafforzare la collaborazione tra l’ateneo e il territorio, sostenendo attività che potrebbero tradursi nel tempo in strumenti diagnostici più efficaci e nuove opportunità terapeutiche.

Durante la presentazione, il rettore Paolo Martelli ha ringraziato l’associazione, sottolineando il ruolo dell’associazionismo nel sostenere la ricerca in un contesto segnato dal sottofinanziamento. Roberto Albertini ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare le competenze dell’Università di Parma e di rafforzare il legame tra accademia e comunità locale.

Pier Giorgio Petronini ha evidenziato l’originalità e il rigore metodologico dei due studi, oltre alla loro impostazione multidisciplinare. Per l’Associazione Chiara Tassoni, il contributo rappresenta un ulteriore impegno a favore della ricerca biomedica e della collaborazione tra realtà associative e mondo accademico nella lotta alle malattie onco-ematologiche.