Il progetto di riqualificazione di piazzale Serventi, nell’Oltretorrente, viene contestato da alcuni residenti che lo ritengono rischioso e non coerente con le necessità del quartiere. Le osservazioni sono state avanzate dopo l’incontro pubblico del 7 settembre, dedicato alla presentazione del Progetto di fattibilità tecnica ed economica intitolato Il giardino ritrovato.
L’intervento rientra nel percorso di rigenerazione urbana collegato al bando regionale RU24 e agli interventi previsti per le ex Serre Petitot e il Teatro del Vicolo. Secondo i cittadini, il progetto sarebbe stato elaborato negli uffici comunali nell’autunno del 2024, senza un confronto preventivo con il quartiere. Il percorso partecipativo sarebbe iniziato soltanto nell’ottobre 2025, per poi proseguire con un concorso di idee nei primi mesi del 2026 e con l’approvazione del PFTE da parte della Giunta alla fine di giugno.
Il nodo dei posti auto
La principale preoccupazione riguarda la trasformazione dell’attuale parcheggio. I residenti ricordano che l’Oltretorrente presenta già un rapporto sfavorevole tra posti auto e numero di abitanti e indicano in 35 stalli la disponibilità complessiva tra piazzale Serventi e vicolo Asdente. La loro eliminazione, sostengono, potrebbe avere conseguenze soprattutto per anziani e famiglie.
Durante l’incontro è stata prospettata una possibile compensazione nell’area compresa tra vicolo Grossardi e l’Ospedale Vecchio. Da qui la richiesta di chiarire quanti posti auto saranno effettivamente realizzati, con quali risorse e secondo quali tempi. Per i residenti, si tratta di informazioni necessarie prima di procedere con una modifica così rilevante dell’area.
Archeologia e metodo di confronto
Le contestazioni riguardano anche la storia e le caratteristiche del luogo. Secondo i cittadini, la denominazione Il giardino ritrovato non rappresenterebbe adeguatamente il passato del piazzale, legato in particolare all’antica chiesa longobarda di Santo Spirito. I residenti richiamano inoltre la presenza di reperti archeologici, che interesserebbero circa il 60% dell’area, soprattutto nella zona settentrionale dove sono previsti alcuni interventi di mitigazione bioclimatica.
Un ulteriore interrogativo riguarda la compatibilità tra la tipologia di intervento richiesta dalla Regione per accedere ai finanziamenti e le condizioni geologiche e archeologiche del sito. I cittadini chiedono perché, nonostante le osservazioni e le proposte formulate da tecnici con esperienza, il progetto non sia stato modificato in modo sostanziale.
Nel mirino c’è anche il metodo seguito dall’Amministrazione comunale. I residenti citano i lavori nell’area dell’ex Anagrafe e in zona Kennedy, sostenendo che al quartiere sarebbero rimasti soprattutto i disagi dei cantieri, senza benefici ritenuti sufficienti per chi vive e lavora nella zona. L’eventuale estensione della Ztl 3 viene inoltre considerata una scelta delicata per le attività commerciali e turistiche.
Infine, viene contestata la decisione di intervenire su piazzale Serventi senza affrontare contestualmente la situazione di vicolo Asdente, collegamento con le ex Serre Petitot caratterizzato, secondo quanto riferito, da pavimentazione e marciapiedi deteriorati. Il relativo progetto sarebbe già esistente, ma non ancora finanziato. I residenti chiedono quindi perché si proceda sul piazzale mentre l’intervento sul vicolo resta fermo e quale beneficio concreto deriverà dalla riqualificazione delle ex Serre Petitot nel caso di una successiva concessione a un ordine professionale.
La posizione espressa durante l’incontro non è contraria alla riqualificazione in sé. La richiesta è che le scelte siano ridefinite sulla base delle esigenze del quartiere, con un confronto effettivo con gli abitanti e una valutazione complessiva dei collegamenti, dei parcheggi e dei vincoli presenti nell’area.