La situazione della Scuola per l’Europa di Parma arriva all’attenzione del Governo. La senatrice di Italia Viva-Casa Riformista Silvia Fregolent ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione e degli Esteri, chiedendo chiarimenti sulle condizioni dell’istituto e sulle prospettive della sua attività.
Al centro della segnalazione ci sono la riduzione della durata dei contratti degli insegnanti, passati da dodici a dieci mesi, i possibili effetti sulla continuità didattica e il calo delle iscrizioni. Nella denuncia della senatrice vengono inoltre citate le proteste delle famiglie, preoccupate per le conseguenze che le modifiche contrattuali potrebbero avere sull’organizzazione scolastica e sulla stabilità del corpo docente.
Il nodo della continuità didattica
Secondo Fregolent, la riduzione dei contratti rischia di rendere più difficile garantire una presenza stabile degli insegnanti e di compromettere la continuità didattica. L’istituto, viene sottolineato nell’interrogazione, dovrebbe invece mantenere condizioni adeguate per attrarre e trattenere personale qualificato proveniente dagli altri Paesi europei.
La parlamentare mette in relazione le difficoltà della scuola con la crescita di EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma. Nella sua valutazione, il rafforzamento dell’agenzia europea e l’indebolimento dell’istituto scolastico rappresenterebbero una contraddizione per il territorio, soprattutto rispetto alla capacità di offrire servizi adeguati alle famiglie collegate alla presenza delle istituzioni europee.
La richiesta di un intervento
Fregolent chiede al Governo risposte concrete sui contratti degli insegnanti, sulla continuità dell’insegnamento e sulla qualità dell’offerta scolastica. L’obiettivo indicato è anche quello di evitare una perdita di attrattività della scuola, in una fase in cui le iscrizioni risultano in diminuzione.
La senatrice propone inoltre un confronto tra Governo, EFSA ed enti locali per individuare interventi strutturali. A suo giudizio, la questione non riguarda soltanto l’organizzazione dell’istituto, ma anche il ruolo costruito da Parma nel rapporto con le istituzioni europee. Da qui la richiesta di un intervento tempestivo per affrontare le criticità segnalate da famiglie e comunità scolastica.