Diritti sanitari

Liste d’attesa, i ricorsi per ottenere visite nei tempi previsti

L’organizzazione contesta l’uso delle preliste e richiama gli obblighi fissati dalla normativa nazionale.

Liste d’attesa, i ricorsi per ottenere visite nei tempi previsti

L’associazione Sostegno Salute Parma e Sostegno Salute Noceto richiama l’attenzione sulle difficoltà incontrate dai cittadini alle prese con liste d’attesa molto lunghe o con visite specialistiche che non risultano prenotabili. Il gruppo, che afferma di offrire assistenza gratuita, sostiene che in questi casi sia possibile presentare un ricorso per chiedere il rispetto dei tempi indicati nella prescrizione del medico di famiglia.

Il nodo delle preliste

Secondo l’associazione, la registrazione in una prelista da parte del Centro unico di prenotazione non esonera il servizio sanitario dall’erogare la prestazione entro il termine previsto dal livello di priorità indicato nella ricetta. Daniele Ghirarduzzi, responsabile del coordinamento provinciale, afferma che questo strumento non dovrebbe essere utilizzato per modificare le statistiche relative alle risposte fornite agli utenti e trasmesse dalla Regione al Ministero della Salute.

La normativa nazionale, viene spiegato, stabilisce che visite ed esami debbano essere garantiti entro i tempi associati alla priorità prescritta dal medico. Il superamento di quei termini, secondo la ricostruzione dell’associazione, configurerebbe una violazione delle disposizioni vigenti. La prelista viene descritta come una misura organizzativa introdotta dalla Regione Emilia-Romagna, ammessa soltanto in situazioni regolamentate da una delibera regionale e con tempi ristretti per il successivo richiamo da parte dell’Azienda Usl.

Nel suo intervento, Sostegno Salute cita anche due puntate della trasmissione Report, andate in onda su Rai 3, che avrebbero evidenziato limiti e criticità dello strumento. L’associazione sostiene che l’inserimento in una prelista non possa trasformarsi in un’attesa indefinita né sostituire la prenotazione della prestazione prescritta.

Ricorsi e richieste istituzionali

I volontari riferiscono di affrontare quasi quotidianamente casi di questo tipo e di sollecitare le istituzioni competenti, compresa la Regione, alla quale attribuiscono compiti di vigilanza. Secondo i dati forniti dall’associazione, i ricorsi avrebbero prodotto esiti positivi nella quasi totalità dei casi, con una riduzione dei tempi indicata intorno al 95 per cento per visite ed esami rimasti senza una collocazione certa o programmati con attese molto lunghe.

Sostegno Salute precisa inoltre che in Emilia-Romagna non sarebbe possibile effettuare autonomamente una visita in una struttura privata e chiedere in seguito il rimborso all’Azienda Usl. Chi scegliesse questa strada, viene avvertito, rischierebbe quindi di sostenere una spesa non rimborsabile. L’associazione afferma di aver contattato l’assessorato competente del Comune di Parma per chiedere il riconoscimento del proprio ruolo nel nuovo Osservatorio sulle liste d’attesa, la cui presidenza è stata affidata a Giampaolo Lavagetto. L’obiettivo dichiarato è favorire il rispetto delle norme a tutela degli utenti.