Nicola Fratoianni, intervenendo dal palco del Festival di Open in corso a Parma, ha criticato il messaggio rivolto ai giovani dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il leader di Avs ha detto di aver visto il video inviato dalla premier all’iniziativa e ha accusato l’esecutivo di aver fatto poco per le nuove generazioni.
«Mi sono cadute le braccia», ha affermato Fratoianni, sostenendo che il governo dovrebbe interrogarsi sulle proprie politiche per i giovani. Nel suo intervento ha poi contestato l’annuncio dell’abolizione del bollo auto per milioni di italiani, misura che, secondo quanto riferito dal deputato, avrebbe un costo di circa 2 miliardi di euro.
La ricerca e il precariato
Fratoianni ha messo a confronto quelle risorse con la situazione dei lavoratori precari della ricerca. Secondo i numeri citati dal palco, in Italia ci sarebbero 30mila precari della ricerca universitaria, oltre ad alcune migliaia di lavoratori degli enti di ricerca, tra cui il Cnr e l’Ingv, che rischiano di restare senza una prospettiva occupazionale.
Per il parlamentare di Avs, le risorse necessarie a stabilizzare il personale precario della ricerca sarebbero inferiori a quelle stanziate per l’abolizione del bollo auto. La questione, ha sottolineato, non riguarderebbe soltanto la dignità dei lavoratori coinvolti, ma anche il futuro del Paese, considerando il rischio che molti giovani siano costretti a trasferirsi all’estero.
Le critiche alle priorità dell’esecutivo
Nel suo intervento, Fratoianni ha collegato la precarietà e la fuga dei ricercatori alla capacità dell’Italia di competere sui mercati internazionali. Investire sulle nuove generazioni, ha sostenuto, sarebbe quindi una scelta di giustizia sociale ma anche una decisione strategica per evitare il declino del Paese.
Rivolgendosi ai ministri dell’esecutivo, il deputato ha infine chiesto di evitare quella che ha definito un’ipocrisia sul tema delle giovani generazioni. A suo giudizio, il governo ha il diritto di stabilire come utilizzare le risorse pubbliche, ma dovrebbe assumersi la responsabilità delle proprie priorità senza richiamare soltanto a parole l’importanza di sostenere i giovani.