Una 40enne italiana residente in provincia è stata denunciata dai Carabinieri della stazione di Parma Centro all’Autorità giudiziaria. La donna è ritenuta, in via preliminare, la presunta responsabile di falsità materiale e ideologica commessa da privato in atto facente pubblica fede, in relazione a una serie di prescrizioni utilizzate per ottenere farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi.
La segnalazione dalla farmacia
I fatti risalgono alla scorsa settimana, quando la titolare di una farmacia della provincia ha deciso di rivolgersi ai militari dopo aver notato un comportamento anomalo. La cliente si sarebbe presentata più volte al bancone esibendo ricette a lei intestate, apparentemente firmate dal proprio medico di famiglia, per acquistare medicinali appartenenti a categorie soggette a particolare attenzione.
L’eccessiva frequenza delle richieste ha insospettito il personale dell’esercizio. In occasione dell’ultima prescrizione, il farmaco non era disponibile in magazzino e la dipendente ha trattenuto il documento per poter procedere all’ordine, invitando la cliente a tornare in un secondo momento. La donna, secondo quanto ricostruito, non si sarebbe più presentata per ritirare il medicinale.
Gli accertamenti dei Carabinieri
La farmacista ha quindi consegnato la prescrizione ai Carabinieri di Parma Centro, formalizzando la denuncia. I militari hanno contattato il medico indicato sul documento e hanno confrontato le informazioni raccolte. Dagli accertamenti sarebbe emerso che soltanto una delle prescrizioni risultava autentica, mentre le altre presentavano alterazioni riconducibili alla contraffazione.
Gli investigatori hanno quindi esaminato in dettaglio i documenti. Le modifiche sarebbero state realizzate con tale precisione da risultare quasi impercettibili a un’osservazione diretta. Per individuare le anomalie e distinguere le copie dall’originale, i militari hanno utilizzato scanner ad altissima risoluzione.
L’identificazione della donna è stata infine completata incrociando il nominativo riportato sulle prescrizioni con la Banca Dati Nazionale delle forze di polizia e analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza della farmacia. Sulla base degli elementi raccolti, la 40enne è stata deferita all’Autorità giudiziaria quale presunta responsabile dei reati contestati. La posizione della donna sarà ora valutata nelle successive fasi del procedimento.