Luca Todeschini, 27 anni, è entrato nel team della missione Comet Interceptor dell’Agenzia Spaziale Europea. Il giovane ingegnere parmigiano lavora all’European Space Operations Centre di Darmstadt, vicino a Francoforte, e dall’inizio del 2026 fa parte del gruppo impegnato nella preparazione della missione interplanetaria, il cui lancio è previsto per il 2029.
La missione, sviluppata dall’Esa in collaborazione con l’agenzia spaziale giapponese Jaxa, avrà il compito di studiare una cometa incontaminata proveniente dalla nube di Oort oppure un oggetto interstellare. La sonda resterà in attesa nell’orbita terrestre, fino a un massimo di due anni, per poi dirigersi verso il bersaglio individuato e osservarlo durante un passaggio ravvicinato.
Dalla formazione a Parma all’esperienza internazionale
Il percorso di Todeschini è iniziato a Parma, all’Istituto Comprensivo Fra’ Salimbene e poi al Liceo Ulivi. Proprio durante gli anni delle superiori è maturato l’interesse per la matematica e la fisica, anche grazie all’insegnamento di una docente. Dopo il liceo ha frequentato Ingegneria Meccanica, prima a Piacenza e poi a Milano, completando il percorso triennale e scegliendo successivamente la specializzazione in Ingegneria Spaziale.
Durante gli studi ha svolto un tirocinio di sei mesi in un’azienda del settore aerospaziale in Portogallo. In quell’occasione ha realizzato la tesi di laurea, dedicata allo sviluppo di un sistema per il monitoraggio e la cattura dei detriti spaziali. Si è laureato nel luglio 2024 e pochi mesi dopo, a ottobre, ha iniziato a lavorare nel centro operativo dell’Esa a Darmstadt.
Il lavoro nel centro operativo dell’Esa
Il primo incarico è stato il monitoraggio continuo, attraverso turni, dei satelliti e delle sonde impegnate nelle missioni interplanetarie. Si tratta di un’attività operativa che richiede la presenza degli ingegneri 24 ore su 24, anche nei giorni festivi, per verificare il corretto funzionamento dei veicoli spaziali e dei sistemi di bordo.
Nel centro di Darmstadt operano anche dipartimenti dedicati allo studio del clima e dell’atmosfera, della biosfera, della concentrazione di carbonio, dell’astronomia e delle missioni oltre l’orbita terrestre. Todeschini è ora coinvolto nella costruzione della struttura ingegneristica necessaria a gestire da terra le operazioni di Comet Interceptor, un incarico che lo ha reso il componente più giovane del gruppo di lavoro.
Il giovane ingegnere ha spiegato di essere rientrato periodicamente a Parma, dove vive la sua famiglia. La scelta di trasferirsi all’estero è arrivata dopo la candidatura inviata anche fuori dall’Italia, nonostante l’intenzione iniziale di restare nel Paese. L’opportunità offerta dall’Agenzia Spaziale Europea, ha raccontato, rappresenta la realizzazione di un obiettivo costruito attraverso la formazione e la determinazione.