La carenza di personale infermieristico all’Ospedale Maggiore di Parma è al centro di un’interrogazione presentata in Regione da Tommaso Fiazza, consigliere regionale della Lega, ed Emiliano Occhi, membro del direttivo cittadino del partito. I due esponenti chiedono chiarimenti sulla gestione degli organici e sulle possibili conseguenze per l’attività dell’AOU di Parma.
Secondo quanto riferito da Fiazza e Occhi, le criticità riguarderebbero la disponibilità di infermieri e l’organizzazione dei turni. La situazione, sostengono, potrebbe avere ricadute sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla continuità dei servizi rivolti ai pazienti. Tra le difficoltà segnalate ci sarebbe anche quella di usufruire regolarmente di ferie e permessi.
La richiesta di dati alla Regione
Nell’intervento, i rappresentanti della Lega chiedono alla Regione di chiarire il numero delle carenze di organico, l’eventuale presenza di prestazioni rinviate e le misure previste per garantire le sostituzioni e le nuove assunzioni. L’obiettivo indicato è verificare se le scoperture di personale stiano producendo disagi per gli utenti e quali soluzioni possano essere adottate per assicurare la continuità assistenziale.
Fiazza e Occhi contestano in particolare il rischio che gli infermieri siano chiamati a compensare le carenze organizzative, con carichi di lavoro ritenuti non sostenibili. A loro giudizio, chi opera in ospedale deve poter svolgere le proprie mansioni in condizioni adeguate, con ruoli definiti e senza che le difficoltà di organico ricadano sul personale o sui cittadini.
Il contenzioso sul demansionamento
Nel documento viene richiamata anche la vicenda del demansionamento degli infermieri. I due esponenti riferiscono che il Tribunale di Parma ha riconosciuto una situazione che, secondo quanto riportato, sarebbe proseguita almeno dal 2010. Per effetto del limite dei dieci anni a ritroso, il risarcimento potrebbe riguardare soltanto il periodo a partire dal 2016.
Il conto a carico dell’Azienda, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’intervento, supererebbe 250 mila euro. La Lega chiede quindi di accertare le ragioni per cui la situazione si sarebbe protratta nel tempo, individuare le criticità organizzative e definire misure per evitare il ripetersi di casi analoghi.
La richiesta rivolta alla Regione riguarda infine la garanzia di cure tempestive per i cittadini e di condizioni di lavoro dignitose per gli infermieri. Fiazza e Occhi sollecitano risposte sulla situazione dell’organico al Maggiore e sugli interventi che l’amministrazione regionale intende adottare per tutelare la continuità assistenziale.