Alzira inaugura a Parma la XXVI edizione del Festival Verdi, dedicata quest’anno al tema Mondi lontani. La nuova produzione dell’opera di Giuseppe Verdi sarà presentata al Teatro Regio l’1 ottobre alle 20, con repliche previste l’8 e il 17 ottobre.
Un titolo raro nel repertorio verdiano
Rappresentata per la prima volta al Teatro di San Carlo di Napoli il 12 agosto 1845, Alzira è l’ottava opera composta da Verdi, su libretto di Salvadore Cammarano. Il titolo è considerato tra quelli meno eseguiti del compositore e torna sul palcoscenico del Regio e all’interno del Festival Verdi per la terza volta, dopo le edizioni del 1990-91 e del 2002.
La vicenda è ambientata nel Perù del Cinquecento, durante la conquista spagnola. Si tratta dell’opera verdiana collocata geograficamente più lontano dall’Europa. L’ambientazione e il conflitto tra i personaggi si inseriscono nel tema scelto per l’edizione 2026 della rassegna, che mette al centro mondi e contesti lontani dalla tradizione europea.
Cast e trama
Sul podio della Filarmonica Toscanini e del Coro del Teatro Regio salirà il direttore statunitense James Conlon, mentre la regia è affidata a Manuel Renga. Nel cast figurano Marta Torbidoni nel ruolo di Alzira, Antonio Poli in quello di Zamoro e Daniel Luis de Vicente come Gusmano: per tutti e tre si tratta del debutto nei rispettivi ruoli.
La trama ruota attorno all’amore tra Alzira, figlia del cacicco Ataliba, e il guerriero inca Zamoro, che tutti credono morto. Per garantire la pace, la giovane viene destinata a un matrimonio imposto con Gusmano, governatore spagnolo. Il ritorno di Zamoro fa precipitare il conflitto, fino al tragico epilogo dell’opera.
Conlon, alla sua diciottesima opera verdiana, ha spiegato di aver accettato la sfida dopo aver condiviso a lungo il pregiudizio legato alla scarsa presenza di Alzira nei cartelloni. La produzione sarà quindi il primo appuntamento del Festival Verdi 2026 al Teatro Regio di Parma.