Intesa giudiziaria

A Parma il lavoro di pubblica utilità alternativa al carcere

L'accordo tra Tribunale e Comune prevede mansioni gratuite nel verde urbano per persone ammesse dalla legge.

A Parma il lavoro di pubblica utilità alternativa al carcere

A Parma il lavoro di pubblica utilità potrà essere applicato, nei casi previsti dalla legge, come alternativa alla detenzione. L’obiettivo è stato formalizzato con una convenzione sottoscritta in municipio dal presidente del Tribunale Paolo Corder e dal sindaco Michele Guerra. L’accordo riguarda le persone condannate per reati per i quali la normativa consente di accedere a questa modalità di esecuzione della pena.

Il percorso prevede lo svolgimento di attività gratuite per il periodo stabilito dall’autorità giudiziaria. La misura potrà essere disposta dal Giudice di pace o dal Giudice monocratico, su richiesta dell’imputato e secondo le condizioni previste dalla legge. L’intento è trasformare la sanzione penale in un’attività utile alla collettività, mantenendo al tempo stesso il carattere previsto dal provvedimento giudiziario.

Come saranno individuate le attività

L’assegnazione terrà conto delle competenze professionali e delle attitudini individuali delle persone ammesse. Il progetto prevede la presentazione del curriculum e un colloquio motivazionale, strumenti destinati a individuare le mansioni più adatte. Alla firma della convenzione erano presenti, tra gli altri, gli assessori Ettore Brianti e Francesco De Vanna, la garante dei detenuti Veronica Valenti, il presidente della sezione penale del Tribunale Maurizio Boselli, i rappresentanti dell’Ordine degli avvocati e della Camera Penale, il comandante della Polizia locale Varno Maccari e rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il Comune seguirà il percorso delle persone inserite, segnalando eventuali comportamenti scorretti e predisponendo una relazione al termine del periodo di attività. Una prima applicazione è stata individuata nella manutenzione del verde pubblico, dove dovrebbero concentrarsi gli inserimenti iniziali.

Secondo quanto indicato dall’amministrazione, i primi percorsi potrebbero partire entro la fine del 2026, dopo la raccolta delle candidature, i colloqui e le valutazioni motivazionali. L’organizzazione del progetto sarà quindi completata prima dell’avvio operativo delle attività.

Una misura alternativa alla detenzione

Per il presidente del Tribunale Paolo Corder, la convenzione consente di applicare sanzioni penali attraverso un lavoro a vantaggio della comunità e di offrire alle persone che hanno commesso un reato una possibilità di reinserimento. Il sindaco Michele Guerra ha sottolineato il valore della collaborazione tra le istituzioni coinvolte e la dimensione sociale dell’iniziativa.

La convenzione persegue così un duplice obiettivo: consentire, nei casi stabiliti dalla normativa, l’esecuzione di una pena alternativa al carcere e produrre un beneficio concreto per la città attraverso attività di utilità pubblica. Il Comune avrà un ruolo diretto nella gestione e nel monitoraggio dei percorsi assegnati dall’autorità giudiziaria.