Quasi 300 cittadini hanno partecipato all’assemblea pubblica organizzata lunedì 28 settembre a Villa Borri, a Basilicagoiano, nel Comune di Montechiarugolo. L’incontro è stato promosso dal Comitato per la tutela del territorio rurale di Basilicagoiano per discutere del progetto di un impianto per la produzione di biometano previsto a circa 600 metri dalla corte seicentesca, sottoposta a vincolo della Soprintendenza.
Secondo il comitato, l’intervento interesserebbe 63.000 metri quadrati di suolo agricolo, in un’area considerata vocata alla produzione di foraggio destinato alla filiera del Parmigiano Reggiano Dop. Il progetto, sempre in base ai dati diffusi dagli organizzatori, prevede il trattamento di 93.000 tonnellate all’anno di liquami, letame e scarti agricoli attraverso un processo di fermentazione anaerobica.
Le contestazioni del comitato
Nel corso della serata, dopo un inquadramento urbanistico e progettuale illustrato dal segretario del comitato Andrea Peri, sono intervenuti il biologo Marco Pellecchia, l’agronomo Andrea Bregoli, il medico endocrinologo dell’ISDE Manrico Guerra, l’ex sindaca e presidente del Coordinamento Terre Nostre Maria Grazia Bonfante e il geologo Emiliano Occhi, consigliere di amministrazione di ISPRA. Il comitato ha riferito che i contributi degli esperti sono stati seguiti con attenzione dai presenti.
La principale preoccupazione espressa riguarda l’impatto dell’impianto sulla viabilità locale. Gli organizzatori stimano un incremento di 18.000 mezzi pesanti all’anno, con possibili conseguenze, secondo la loro valutazione, sul traffico, sulla sicurezza e sulla qualità della vita. Tra gli altri rischi indicati figurano polveri, odori, emissioni in atmosfera, fuoriuscite di liquami e un possibile rischio di incendio o scoppio. Si tratta di contestazioni e timori illustrati dal comitato nel corso dell’assemblea.
Suolo agricolo e fondi pubblici
Il Comitato per la tutela del territorio rurale sostiene inoltre che l’intervento potrebbe danneggiare il paesaggio, ridurre il valore degli immobili e mettere in difficoltà le aziende agricole impegnate nella produzione del Parmigiano Reggiano. Nella nota diffusa dopo l’incontro, gli organizzatori hanno richiamato anche le esperienze di altri territori dove, a loro dire, impianti analoghi avrebbero prodotto traffico pesante, miasmi, rumore, fuoriuscite e violazioni.
Un ulteriore punto sollevato riguarda il ricorso a finanziamenti pubblici. Il comitato ritiene che il progetto privato possa intercettare risorse sostenute dalla fiscalità generale senza garantire benefici sufficienti al territorio. Da qui la richiesta di fermare il consumo di suolo agricolo e di non autorizzare un’opera giudicata incompatibile con il contesto rurale di Basilicagoiano. Nel testo diffuso dagli organizzatori non sono riportate posizioni dei promotori dell’impianto né ulteriori valutazioni degli enti chiamati a esaminare il progetto.