Un progetto di trasformazione urbanistica da circa 200mila metri quadrati, equivalenti a 65 biolche, è al centro delle contestazioni del comitato Per il futuro di Fidenza. L’intervento riguarda la zona di Chiusa Ferranda, nel territorio comunale di Fidenza, e prevede la realizzazione di oltre 82mila metri quadrati di capannoni, oltre a piazzali e parcheggi.
Secondo quanto riportato dal comitato, l’area è attualmente classificata dal piano comunale come territorio ad alta vocazione produttiva agricola. Il documento diffuso dai promotori della protesta sostiene inoltre che la destinazione prevista sarebbe quella di un deposito di sostanze chimiche soggetto alla normativa Seveso per gli stabilimenti di soglia superiore, la categoria caratterizzata dai più stringenti obblighi in materia di rischio di incidente rilevante.
Le richieste sulle valutazioni ambientali
Il comitato chiede verifiche sulla procedura autorizzativa e afferma che, allo stato attuale, non sarebbero state effettuate una valutazione di impatto ambientale, la verifica di assoggettabilità a Via e la valutazione di incidenza rispetto al vicino sito della rete Natura 2000. La richiesta è quindi di accertare quali valutazioni siano necessarie prima di procedere con l’eventuale autorizzazione dell’intervento.
Nel mirino c’è anche l’applicazione della legge regionale 24 del 2017, che punta al contenimento del consumo di suolo. Secondo il comitato, la deroga prevista per l’ampliamento di attività produttive esistenti verrebbe applicata a un’area dove l’attività già presente sarebbe limitata all’affitto di una porzione di capannone. I promotori chiedono perciò di verificare la disponibilità di aree alternative già urbanizzate o compromesse.
Il richiamo alla filiera del Parmigiano Reggiano
Un ulteriore profilo riguarda le possibili conseguenze sulla disponibilità di terreni agricoli e sulla filiera del Parmigiano Reggiano. Nel documento viene richiamato il disciplinare della Dop e il ruolo dei terreni del comprensorio nella produzione dei foraggi destinati all’alimentazione delle bovine.
Il comitato sostiene che la progressiva trasformazione delle superfici agricole potrebbe ridurre gli spazi destinati alla produzione dei foraggi. Da qui l’appello al Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, affinché intervenga nel procedimento e chieda alla Regione di essere ascoltato.
Il documento richiama infine un secondo procedimento, relativo a un impianto di biometano in strada Granella, sempre nell’area di Fidenza. Il comitato precisa di non contestare la tecnologia in sé, ma chiede che gli effetti ambientali e territoriali siano valutati prima dell’eventuale autorizzazione.
Secondo i promotori, nel raggio di pochi chilometri sarebbero presenti diversi progetti riguardanti aree agricole, tra cui interventi per logistica, biometano, fotovoltaico a terra e data center. La richiesta conclusiva è che i singoli procedimenti siano esaminati anche considerando gli effetti complessivi sul territorio. Le posizioni espresse rappresentano quelle del comitato e dovranno essere confrontate con gli atti amministrativi, le valutazioni degli enti competenti e le osservazioni degli altri soggetti coinvolti.