Infanzia e salute

Il progetto che insegna ai bambini il valore del sonno

Famiglie, insegnanti e specialisti coinvolti in attività, screening e indicazioni pratiche per un riposo regolare.

Il progetto che insegna ai bambini il valore del sonno

Con l’avvio del nuovo anno scolastico entra nelle Scuole dell’infanzia di Parma Chi dorme piglia pesci, un progetto dedicato all’educazione al sonno. L’iniziativa è promossa dai professionisti della Medicina del sonno e della Clinica pediatrica dell’Ospedale Maggiore, insieme alla Psicologia clinica dell’Università di Parma, e coinvolgerà bambini, genitori e insegnanti.

L’obiettivo è diffondere una maggiore conoscenza dei meccanismi del sonno e favorire la costruzione di abitudini quotidiane utili al buon riposo. Nell’infanzia il sonno accompagna la crescita e la maturazione del cervello e rappresenta un elemento importante per memoria, apprendimento ed elaborazione delle esperienze.

Un percorso dentro le scuole

Il progetto punta a portare le conoscenze sul sonno fuori dagli ambulatori, in un contesto educativo, prima che eventuali difficoltà si trasformino in un problema di salute. È previsto uno screening sulla conoscenza dei disturbi del sonno, affiancato da attività rivolte ai bambini, tra cui disegni, pensieri, momenti teatrali e altre forme di comunicazione.

Attraverso questi strumenti gli specialisti intendono comprendere quanto siano diffusi alcuni problemi e verificare se una maggiore consapevolezza possa tradursi in comportamenti più corretti. Il messaggio centrale è che dormire non significa perdere tempo, ma contribuire alla qualità della giornata successiva, soprattutto durante le fasi della crescita.

Le indicazioni per un riposo regolare

Tra le principali regole indicate dagli specialisti c’è il mantenimento di orari il più possibile costanti per andare a letto e alzarsi. Anche l’alimentazione può incidere: è consigliabile non cenare tardi, preferendo indicativamente le 19-19.30, e limitare i pasti grassi o particolarmente ricchi di proteine.

L’attività fisica è utile durante il giorno, ma dovrebbe essere evitata nelle ore immediatamente precedenti il riposo. La sera è inoltre opportuno ridurre le attività stimolanti e l’uso prolungato dei dispositivi elettronici, in particolare quando sono presenti bambini, lasciando spazio a momenti tranquilli come la lettura.

Secondo Carlotta Mutti, responsabile della Medicina del sonno del Maggiore, la carenza di sonno può avere ripercussioni sulla crescita, sull’apprendimento, sull’attenzione e sulle relazioni sociali. In età scolare sono generalmente necessarie 10-11 ore di sonno, anche se le esigenze possono variare da persona a persona. Non conta soltanto la quantità, ma anche la qualità del riposo e il regolare alternarsi delle fasi leggere, profonde e REM.

Stanchezza persistente, sonnolenza durante il giorno e difficoltà di concentrazione possono essere segnali da non trascurare. Anche chi dorme accanto al bambino può notare movimenti ripetuti, agitazione, bruxismo, russamento o comportamenti insoliti. Tra i disturbi rientrano le parasonnie, come il sonnambulismo, e l’ipersonnolenza diurna, caratterizzata da addormentamenti improvvisi.

La Medicina del sonno e la Neurologia del Maggiore affrontano questi disturbi in collaborazione con la Neurologia di Vaio. Il primo riferimento resta il medico di famiglia. Al Centro di Medicina del sonno di Parma è possibile svolgere anche una valutazione di secondo livello attraverso la video-polisonnografia, un esame che richiede una notte di osservazione in ospedale.