Arte e memoria

Il documentario riscopre Alberto Pasini nel bicentenario

Proiezioni gratuite a ottobre tra Teatro Verdi e Casa della Musica, con regista, studiosi e produzione

Il documentario riscopre Alberto Pasini nel bicentenario

Nel bicentenario della nascita, Alberto Pasini torna al centro dell’attenzione con il documentario Il Pittore d’Oriente – Alberto Pasini, diretto da Mohamed Kenawi. L’opera ripercorre la vicenda umana e artistica del pittore nato a Busseto, tra i principali esponenti dell’orientalismo europeo dell’Ottocento.

Il progetto è realizzato con la direzione artistica dello storico dell’arte Paolo Serafini e prodotto da BlackBoxMultiMedia LTD e Domino Film. La pellicola sarà presentata nel Parmense in ottobre, tra gli eventi collaterali del Festival Verdi, in un percorso che mette in relazione due figure nate nel territorio di Busseto e capaci di costruire carriere oltre i confini locali: Pasini e Giuseppe Verdi.

Le proiezioni a Busseto e Parma

La prima presentazione è in programma sabato 17 ottobre al Teatro Verdi di Busseto. L’appuntamento inizierà alle 19, mentre la proiezione è prevista alle 19.30. Il giorno successivo, domenica 18 ottobre alle 17.30, il documentario sarà proposto alla Casa della Musica di Parma, con il patrocinio del Comune di Parma.

Alle due iniziative saranno presenti il regista Mohamed Kenawi, il direttore artistico Paolo Serafini e i rappresentanti della produzione. L’ingresso è gratuito per entrambe le proiezioni.

Il percorso del pittore

Nato a Busseto e formato all’Accademia di Belle Arti di Parma, Pasini si trasferì giovanissimo a Parigi, dove avviò una carriera di rilievo internazionale. La sua produzione fu segnata soprattutto dai viaggi in Oriente e dalla partecipazione, come pittore, a una missione diplomatica francese diretta verso la Persia.

Durante quelle esperienze osservò e rappresentò città, mercati, architetture, carovane, paesaggi e scene di vita quotidiana. In un’epoca precedente alla diffusione di fotografia e cinema come strumenti di documentazione, la pittura divenne anche una forma di testimonianza dei luoghi attraversati e delle persone incontrate.

Kenawi ha spiegato di avere incontrato l’opera di Pasini durante una ricerca sull’orientalismo negli archivi francesi. Nei dipinti dell’artista ha individuato non soltanto una rappresentazione dell’esotico, ma anche il racconto di territori e culture osservati direttamente. Da qui è nata l’idea di descrivere Pasini come pittore, viaggiatore e testimone del proprio tempo.

Il documentario utilizza opere, fotografie, documenti, materiali originali e testimonianze di studiosi per seguire il percorso dell’artista e il suo modo di guardare il mondo. I temi del viaggio, dell’incontro tra culture, della diplomazia e della rappresentazione dell’altro vengono messi in relazione con il presente.

Alla riscoperta di Pasini ha contribuito anche Vittoria Botteri Cardoso, autrice del volume Pasini, pubblicato nel 1991 da Sagep. La ricerca sulle fonti, sulla biografia e sulla produzione del pittore è diventata un riferimento per gli studi sull’artista e una fonte per il lavoro preparatorio di Kenawi. La continuità di questo percorso è rappresentata dalla nipote Chiara Cardoso, alla guida di BlackBoxMultiMedia LTD, coproduttrice del film insieme a Domino Film.

Il ritorno dell’opera a Busseto e Parma, nell’ambito del Festival Verdi, sottolinea il legame tra la storia culturale del territorio e le vicende di due protagonisti dell’Ottocento. Pasini, partito dalla realtà parmense, costruì tra Parigi e l’Oriente un’esperienza artistica cosmopolita, portando nei suoi dipinti la conoscenza diretta di mondi lontani.