La Lega Parma interviene sulla vicenda della moschea di via Burla e chiede alla Giunta comunale chiarimenti sulla destinazione dell’immobile, sui progetti presentati e sulle autorizzazioni eventualmente richieste o rilasciate. La posizione è contenuta in una nota diffusa il 6 novembre 2026, nella quale il partito replica alle dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale Alinovi e rivendica il diritto di sollevare interrogativi sulla trasparenza amministrativa.
Secondo la Lega, le accuse rivolte da Alinovi sarebbero fuori luogo e strumentali. Il riferimento è alle contestazioni legate all’evocazione dell’olio di ricino, dei carichi d’odio, della Costituzione e dei valori cristiani. Il partito sostiene che tali richiami servirebbero a delegittimare chi pone domande sulla situazione di via Burla, invece di fornire risposte nel merito. La Lega afferma inoltre di non voler accettare che la richiesta di trasparenza e legalità venga interpretata come una manifestazione di intolleranza.
La contraddizione contestata
Al centro della nota c’è una presunta divergenza tra quanto dichiarato dall’assessore Vernizzi in Consiglio comunale e quanto sostenuto dal consigliere Campanini in televisione. Stando alla ricostruzione della Lega, l’assessore avrebbe parlato dell’esistenza di un progetto destinato a un’associazione definita religiosa, culturale e politica. Campanini avrebbe invece affermato che non esisterebbe alcun progetto di moschea.
Per il partito si tratterebbe di due versioni difficilmente conciliabili, non di una semplice questione terminologica. La Lega chiede quindi di sapere quali progetti siano stati depositati, quali atti risultino agli uffici comunali e quale sia la destinazione effettiva dell’immobile. Tra gli interrogativi sollevati figurano anche le autorizzazioni richieste o rilasciate, i controlli eseguiti e il rispetto delle norme in materia di sicurezza.
Il richiamo alle regole
Nel documento la Lega distingue il diritto alla libertà religiosa, definito costituzionalmente garantito, dal rispetto degli obblighi previsti dalla legge. Il partito sostiene che nessuna organizzazione o autorità confessionale possa beneficiare di deroghe o privilegi e richiama il principio di uguaglianza davanti alla legge. Da qui la richiesta che verifiche, controlli e autorizzazioni siano applicati senza eccezioni.
La Lega contesta infine il ricorso a paragoni storici e ad accuse che, a suo giudizio, sposterebbero il confronto dai fatti. Il gruppo annuncia che continuerà a chiedere atti e risposte ufficiali sulla vicenda, indicando come priorità la trasparenza amministrativa, la sicurezza e la legalità. La nota si conclude con la richiesta di fare chiarezza sulle diverse dichiarazioni emerse all’interno della maggioranza e sulla situazione dell’immobile di via Burla.