Il progetto della nuova moschea di Parma è approdato alla Camera dei deputati con l’intervento di Laura Cavandoli, parlamentare della Lega. La deputata ha contestato la realizzazione della struttura, prevista in una zona alla periferia della città, nei pressi della Casa circondariale.
Secondo le informazioni richiamate durante l’intervento, l’edificio dovrebbe avere una capienza di 1.600 persone e richiederebbe un investimento di circa 6 milioni di euro. Cavandoli ha definito l’opera fuori contesto, chiedendo chiarimenti sulle procedure urbanistiche seguite dall’amministrazione comunale e sulle autorizzazioni necessarie.
Le contestazioni della Lega
La parlamentare ha ricordato anche le iniziative organizzate dalla Lega a Parma contro la costruzione della moschea, tra cui un sit-in e una manifestazione. Nel mirino sono finite le risposte fornite dal Comune, che secondo Cavandoli avrebbero evidenziato una contraddizione sullo stato dell’iter: prima il progetto sarebbe risultato autorizzato, poi la situazione sarebbe apparsa meno definita.
Nel suo intervento, la deputata ha collegato la questione alla pianificazione urbanistica e al confronto politico cittadino, sostenendo che le regole non debbano essere adattate alle esigenze della maggioranza di governo locale. La posizione espressa dalla Lega è stata sintetizzata nella formula no alle moschee e no all’Islam, accompagnata dal richiamo alla necessità di evitare discriminazioni nei confronti dei cittadini italiani.
Regole e finanziamenti
Cavandoli ha inoltre citato gli articoli 3 e 8 della Costituzione, sostenendo che la comunità islamica dovrebbe stipulare un’intesa con lo Stato italiano. Da qui la richiesta di verificare il quadro normativo applicabile alla struttura religiosa e l’eventuale assenza di un accordo formale.
Un altro punto sollevato riguarda la provenienza delle risorse destinate all’intervento. La deputata ha chiesto controlli sui flussi finanziari collegati alla costruzione e sul rispetto delle norme dell’ordinamento, sottolineando il valore rilevante dell’investimento indicato. Il progetto torna così al centro del dibattito parmense, intrecciando urbanistica, libertà di culto, finanziamenti e contrapposizione politica.