Numeri pubblici

Dispositivi medici, Vignali chiede i conti alla Regione

L’esponente azzurro sollecita dati sugli esborsi 2019-2025 e una stima per l’anno seguente.

Dispositivi medici, Vignali chiede i conti alla Regione

Quanto ha speso la Regione Emilia-Romagna per acquistare dispositivi medici dal 2019 al 2025 e quale cifra è prevista per l’anno successivo? È la domanda rivolta alla Giunta dal consigliere regionale di Forza Italia Pietro Vignali, attraverso un’interrogazione sul volume degli acquisti effettuati dal Servizio sanitario regionale.

La richiesta arriva nel quadro delle ricadute del cosiddetto payback sui dispositivi medici. Secondo quanto riferito dalla Regione, l’ammontare stimato riconducibile al meccanismo per il periodo 2019-2024 è di circa 428 milioni di euro. Considerando anche il 2025, la cifra supererebbe i 564 milioni.

I dati sulla spesa

Il sistema prevede che il 50% dello sforamento dei tetti regionali di spesa venga posto a carico delle imprese fornitrici. Il meccanismo riguarda acquisti effettuati dalle amministrazioni sanitarie attraverso procedure pubbliche e contratti regolarmente sottoscritti.

Vignali richiama inoltre le elaborazioni della Corte dei conti presentate durante l’esame della legge di Bilancio 2026. In base ai dati citati dal consigliere, nel solo 2024 la spesa emiliano-romagnola per dispositivi medici avrebbe raggiunto circa 698 milioni di euro, contro un tetto calcolato al 4,4% pari a circa 443 milioni.

Lo scostamento indicato sarebbe quindi di circa 255 milioni di euro, corrispondente a un superamento del limite vicino al 58%. Per il consigliere di Forza Italia, il tema non riguarda soltanto il debito accumulato negli anni precedenti, ma anche gli effetti economici prodotti dalle annualità più recenti.

Le richieste alla Giunta

Nell’interrogazione viene chiesto di rendere noti, anno per anno, gli importi sostenuti dal Servizio sanitario regionale tra il 2019 e il 2025, insieme alla previsione aggiornata per il 2026. L’obiettivo è ricostruire l’andamento degli acquisti e la dimensione degli eventuali sforamenti.

Vignali sollecita inoltre chiarimenti sulle cause del superamento dei tetti. Tra gli elementi da distinguere indica l’aumento dei volumi delle prestazioni sanitarie, l’innovazione tecnologica, la crescita dei prezzi, gli acquisti straordinari legati alla pandemia e possibili inefficienze organizzative o gestionali. La risposta della Giunta dovrebbe quindi fornire un quadro delle ragioni che hanno portato la spesa oltre i limiti previsti e delle conseguenze economiche per le aziende fornitrici.