Due episodi distinti, lo stesso copione e tre arresti. È il bilancio degli interventi eseguiti il 4 novembre dai Carabinieri della Compagnia di Fidenza contro presunti truffatori che avrebbero utilizzato la tecnica del falso militare e del presunto perito della Procura per ottenere denaro e gioielli da persone anziane.
Il primo caso ha coinvolto una coppia di coniugi ultraottantenni. Una telefonata ha informato il capofamiglia che l’automobile a lui intestata sarebbe stata utilizzata da una banda di rapinatori per svaligiare una gioielleria di Parma. Con il pretesto di verificare l’eventuale coinvolgimento dell’uomo, i malviventi hanno chiesto di raccogliere tutti gli ori e i preziosi presenti nell’abitazione.
Il falso perito bloccato sulla soglia
Per oltre due ore le linee telefoniche della coppia, tra telefono fisso e cellulari, sarebbero rimaste impegnate, impedendo agli anziani di contattare parenti o chiedere aiuto al 112. Alla donna è stato inoltre chiesto di compilare alcuni fogli con la descrizione dei gioielli e una dichiarazione di collaborazione alle indagini. Il presunto perito si è quindi presentato alla porta, ma la proprietaria gli ha domandato di esibire un documento. L’uomo ha risposto di non averlo e la donna ha compreso di essere vittima di un raggiro.
A quel punto, secondo la ricostruzione dei militari, i complici al telefono avrebbero cambiato tono, arrivando a minacciare la donna per convincerla a consegnare comunque i preziosi. I Carabinieri sono intervenuti mentre il presunto perito stava uscendo dall’abitazione con il bottino e lo hanno bloccato sulla soglia. Si tratta di un 24enne residente in un’altra regione, per il quale, dopo la convalida, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.
Il secondo intervento prima dell’autostrada
Poco dopo, sempre a Fidenza, un 86enne che si trovava solo in casa è stato contattato da un falso funzionario. Anche in questo caso la telefonata avrebbe fatto leva sulla fiducia nelle istituzioni e sul timore di essere coinvolto in un’indagine. L’uomo ha raccolto l’oro e i gioielli di famiglia e li ha consegnati a una persona presentatasi alla porta.
I Carabinieri avevano già inserito nei circuiti di ricerca l’automobile utilizzata dai presunti responsabili. Il veicolo è stato intercettato e fermato prima del casello autostradale: a bordo è stata recuperata l’intera refurtiva. Per questo episodio sono stati arrestati un 30enne e un 20enne. Anche per loro il giudice ha disposto gli arresti domiciliari dopo l’udienza di convalida. L’anziano ha scoperto soltanto in serata di essere stato truffato, quando i veri militari, in uniforme, si sono presentati alla sua abitazione e gli hanno restituito i beni.
La Compagnia di Fidenza ha diffuso anche il bilancio dell’attività di contrasto svolta in provincia di Parma dal 1° novembre 2025 al 4 novembre 2026: 300 denunce, 20 arresti in flagranza, altri due eseguiti in base a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e 80 denunce a piede libero. Il valore dei beni sottratti è stato stimato in circa un milione e mezzo di euro, mentre circa 500mila euro tra contanti e preziosi sono stati recuperati e restituiti.
L’Arma invita a segnalare al 112 persone, veicoli o situazioni sospette e ricorda che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede la consegna di denaro, gioielli o altri beni di valore. In caso di telefonate simili, il consiglio è interrompere la conversazione e contattare subito il numero di emergenza. I tre arrestati sono, allo stato, indiziati di delitto e la loro posizione dovrà essere definita con eventuale sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.