Radicali Parma annuncia la partecipazione alla mobilitazione del 14 novembre, promossa per contestare l’idea di remigrazione. La posizione è stata espressa da Luca Marola, che ha raccolto l’appello del sindaco di Parma Michele Guerra e definito il principio alla base della proposta come razzista, incivile e incompatibile con i valori repubblicani e con quelli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Secondo Marola, non sarebbero sufficienti versioni moderate o reinterpretazioni del concetto per renderlo accettabile. L’esponente dei Radicali sostiene quindi che la proposta debba essere respinta nel merito attraverso il voto parlamentare. La mobilitazione del 14 novembre si inserisce nel confronto politico e istituzionale seguito alla raccolta delle firme necessarie per depositare alla Camera una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema.
Il ruolo del Parlamento
Nel suo intervento, Marola riconosce che la richiesta dei promotori di ottenere una discussione parlamentare è formalmente legittima. Quando una proposta di iniziativa popolare raggiunge il numero di sottoscrizioni previsto, spiega, la Costituzione e i regolamenti parlamentari stabiliscono le procedure per il deposito e l’esame. Proprio su questo passaggio, secondo i Radicali, si misura la capacità delle istituzioni di garantire la partecipazione democratica, anche quando il contenuto della proposta è fortemente contestato.
La posizione espressa riguarda anche il funzionamento del Senato. Marola afferma che il regolamento di Palazzo Madama prevede l’obbligo di discutere e votare le proposte di iniziativa popolare e sostiene che tale procedura non sia stata rispettata nel caso della proposta denominata Io coltivo, dedicata alla regolamentazione della coltivazione domestica di cannabis e depositata, secondo quanto riferito, oltre due anni fa.
Per questa ragione, i Radicali riferiscono di avere inviato una prima diffida al presidente del Senato e, nelle settimane successive, una seconda diffida alla presidente Giulia Bongiorno, sollecitando l’avvio dell’esame in commissione Giustizia. Si tratta di un riferimento distinto dalla proposta sulla remigrazione, ma inserito da Marola nello stesso ragionamento sulla necessità di rispettare i tempi e le procedure previste per le iniziative sostenute dai cittadini.
La richiesta alla Camera
Per quanto riguarda la Camera, l’esponente dei Radicali osserva che la discussione e la successiva votazione delle proposte di legge popolari restano una facoltà dell’assemblea. Da qui la richiesta di esaminare e sottoporre al voto tutte le iniziative sostenute dalle firme dei cittadini, senza selezioni arbitrarie né ritardi ritenuti illegittimi.
Nel caso specifico della remigrazione, Marola chiede che la Camera eserciti questa facoltà, porti la proposta in discussione e la respinga. La partecipazione alla manifestazione del 14 novembre viene così presentata come un’iniziativa politica contraria al contenuto del provvedimento, ma anche come un richiamo al ruolo delle istituzioni elettive nella valutazione delle proposte di legge di iniziativa popolare.