Scontro politico

Biometano a Basilicagoiano, Bonfante: il Consorzio non approva

La presidente di Terre Nostre richiama vincoli Dop, rischi locali e controlli sulle ricadute dell’impianto

Biometano a Basilicagoiano, Bonfante: il Consorzio non approva

Si accende il confronto politico sul mega-impianto di biometano previsto a Basilicagoiano, nel territorio comunale di Montechiarugolo. A intervenire è Maria Grazia Bonfante, presidente del coordinamento nazionale Terre Nostre, che contesta le recenti dichiarazioni di Annalisa Corrado, responsabile Ambiente del Partito democratico nazionale ed europarlamentare, sul rapporto tra il progetto e la filiera del Parmigiano Reggiano.

Al centro della presa di posizione c’è la definizione dell’impianto come modello di economia circolare sostenuto e condiviso dalla filiera del formaggio Dop. Bonfante richiama invece la posizione del Consorzio del Parmigiano Reggiano, secondo cui l’ente non avrebbe espresso pareri favorevoli alla realizzazione dell’opera, né valutazioni o rassicurazioni sulla sua sicurezza ambientale e sanitaria.

Il richiamo ai vincoli della Dop

Nel suo intervento, la presidente di Terre Nostre ricorda inoltre che il Consorzio ha richiamato i vincoli previsti dal disciplinare della denominazione di origine protetta. Tra questi figura il divieto di utilizzo di insilati nel digestato, elemento che secondo Bonfante deve essere considerato nella valutazione del progetto e del suo rapporto con la produzione casearia.

Un altro punto contestato riguarda il sistema economico che sostiene gli impianti di biometano. Secondo la presidente, contributi pubblici e incentivi destinati alla produzione energetica ridurrebbero in modo significativo il rischio economico per i soggetti privati, mentre eventuali conseguenze negative finirebbero per ricadere sui residenti.

Tra le criticità indicate vengono citati il traffico dei mezzi pesanti, le emissioni odorigene, le possibili perdite di metano e la svalutazione degli immobili. Si tratta, sostiene Bonfante, di impatti da valutare concretamente nell’ambito delle procedure autorizzative e delle verifiche ambientali, senza limitarsi agli obiettivi energetici dell’intervento.

La richiesta di verifiche sul territorio

Bonfante contesta anche la rappresentazione del progetto come iniziativa agricola e di filiera corta. Nel documento sostiene che l’impianto si inserirebbe in un sistema agroindustriale più ampio, collegato anche al recupero di scarti della lavorazione alimentare e lattiero-casearia.

La presidente mette in discussione il modello di sviluppo legato alla produzione di biometano da biomasse e sottolinea che la qualifica di energia rinnovabile non può essere considerata, da sola, una garanzia di compatibilità ambientale e sanitaria. Da qui il richiamo al principio di precauzione e alla necessità di verificare gli effetti di ogni singolo impianto, compresi quelli cumulativi con altre attività già presenti nell’area.

Nel suo intervento viene criticata anche l’entità degli incentivi pubblici destinati al settore del biogas e del biometano. Secondo Bonfante, le risorse potrebbero essere impiegate per interventi di efficientamento energetico degli edifici e per la riduzione dei consumi.

La richiesta rivolta alle istituzioni e agli amministratori locali è quindi di esaminare la compatibilità dell’impianto di Basilicagoiano sulla base di dati, controlli e verifiche concrete. Per Terre Nostre, gli incentivi pubblici e gli eventuali accordi di filiera non devono sostituire gli accertamenti previsti dalla normativa né escludere la valutazione delle ricadute sulla comunità residente.