Ordine pubblico

Massari chiede dati sui presìdi nelle piazze e nelle scuole

Il consigliere regionale interroga l’esecutivo: impiego quotidiano degli agenti, eventuali rinunce nei quartieri.

Massari chiede dati sui presìdi nelle piazze e nelle scuole

La presenza rafforzata delle forze dell’ordine nelle piazze e davanti alle scuole, soprattutto in questi giorni, solleva interrogativi sull’organizzazione dei servizi di sicurezza. A porli è il consigliere regionale Andrea Massari, che chiede di sapere quali attività ordinarie di controllo del territorio siano state ridotte o rinviate per garantire la mobilitazione straordinaria.

La questione, secondo Massari, riguarda tutte le città, Parma compresa. Nel suo intervento il consigliere domanda se siano diminuiti i pattugliamenti, se alcuni controlli nei quartieri siano saltati e se le attività di prevenzione siano state rinviate. L’obiettivo, sostiene, è ottenere dati e informazioni trasparenti sull’impatto delle misure adottate.

Il nodo delle risorse

Massari prende in considerazione anche l’ipotesi opposta: che nessun servizio ordinario sia stato sacrificato. In quel caso, osserva, si dovrebbe concludere che le risorse impiegate per i presìdi straordinari possano essere utilizzate con la stessa intensità anche nella quotidianità, per rafforzare la presenza nelle aree considerate più esposte.

Il consigliere definisce però difficile credere che una presenza così capillare possa essere garantita ogni giorno senza conseguenze sulle altre attività. Da qui la richiesta di conoscere numeri e modalità della mobilitazione, per capire se vi siano state rinunce e quali territori ne abbiano eventualmente sopportato il costo.

La responsabilità dello Stato

Nel ragionamento di Massari c’è anche un rilievo politico. Se è possibile mobilitare numerose forze dell’ordine per manifestazioni che poi non si svolgono, sostiene, occorre spiegare perché non sia possibile assicurare una presenza altrettanto visibile ogni giorno nelle zone considerate più problematiche. La domanda riguarda quindi le risorse disponibili e le priorità del Governo.

La sicurezza, aggiunge, dovrebbe essere considerata un bene collettivo quotidiano e non un servizio concentrato soltanto in previsione di un’emergenza. Per questo, secondo il consigliere, non si può garantire la presenza in una piazza a discapito del controllo di un quartiere.

Massari richiama infine anche il ruolo delle minoranze nei Consigli comunali, spesso chiamate a sollecitare sindaci e Polizia Locale. La sicurezza pubblica, sottolinea, resta però anzitutto una responsabilità dello Stato. Al Governo rivolge quindi una richiesta precisa: chiarire se i presìdi straordinari abbiano sottratto risorse ai servizi ordinari e, in tal caso, quali cittadini e quali territori ne abbiano pagato il prezzo.