A Parma aumenta la disponibilità di abitazioni destinate alla locazione. Nel secondo trimestre del 2026, lo stock di immobili offerti in affitto è cresciuto del 21,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio studi di Idealista, portale specializzato nel settore immobiliare.
L’incremento registrato nel capoluogo emiliano è nettamente superiore alla variazione media nazionale, che nello stesso confronto trimestrale si è attestata all’8,2%. In Italia, inoltre, l’offerta di abitazioni in locazione risulta aumentata del 10,5% rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente.
La situazione nei capoluoghi
La crescita dello stock rappresenta un segnale favorevole per chi cerca un’abitazione, ma non basta ancora a riequilibrare il mercato. Secondo il report, infatti, i canoni di locazione continuano a mantenersi su livelli storicamente elevati, rendendo ancora complesso l’accesso alla casa per molte famiglie e lavoratori.
La dinamica è comunque molto diversa da una città all’altra. Nel trimestre considerato, oltre 60 capoluoghi hanno registrato un aumento degli immobili disponibili, mentre circa 40 hanno evidenziato una contrazione. Parma si colloca tra i centri con gli incrementi più consistenti, alle spalle di Padova, salita del 36,5%, Vicenza, al 31,7%, e Trieste, al 26,6%.
L’offerta è cresciuta anche a Milano, con un aumento del 16,4%, e a Roma, dove la variazione è stata dell’11,9%. Tra gli altri principali capoluoghi figurano Prato, con il 21,3%, Torino, al 13,1%, Napoli, all’11%, Firenze, al 9,9%, e Bologna, all’8,7%.
Le città in controtendenza
Non tutti i territori hanno seguito la stessa direzione. Le riduzioni più marcate sono state rilevate a Sondrio, con il 24,3% in meno, a La Spezia e Rieti, entrambe al 22,5%, e a Barletta, al 22,4%. Tra i principali centri risultano in calo Verona, Lodi, Benevento, Bari, Foggia e Sassari.
A livello provinciale prevalgono gli aumenti: circa il 59% delle province ha registrato una crescita dello stock di abitazioni in affitto. Parma non è inclusa tra le variazioni provinciali principali riportate dal rapporto; gli incrementi più rilevanti riguardano Rimini, al 54,2%, Cuneo, al 47,9%, Udine, al 45,2%, e Vicenza, al 26,8%. Il quadro nazionale segnala quindi una maggiore disponibilità di immobili, ma anche forti differenze territoriali e la persistente pressione esercitata dai canoni.