Emergenza sanitaria

Guardia medica, a Parma restano scoperti decine di turni

Pietro Vignali denuncia compensi inferiori rispetto a Piacenza e Reggio Emilia

Guardia medica, a Parma restano scoperti decine di turni

Decine di turni scoperti e difficoltà nel reperire professionisti per la continuità assistenziale. È la situazione denunciata nel Parmense da Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia in Assemblea legislativa e segretario regionale del partito, che attribuisce le carenze soprattutto ai compensi riconosciuti ai medici rispetto a quelli previsti nelle province vicine.

Secondo Vignali, in alcune realtà della provincia di Parma si arriverebbe a circa 70 turni non coperti in un mese. Il compenso ordinario previsto dall’Accordo regionale integrato per l’attività è pari a 25,36 euro, ma, in presenza di turni particolarmente intensi, la remunerazione effettiva può ridursi, secondo la denuncia, fino a circa 5 euro per visita. Una condizione che renderebbe meno attrattiva la copertura delle sedi.

Il confronto con le province vicine

Il consigliere regionale richiama le politiche adottate a Reggio Emilia e Piacenza. Nel Reggiano ai medici della continuità assistenziale viene riconosciuto un compenso di 40 euro all’ora, con maggiorazioni legate a specifiche condizioni operative e ai territori più difficili, tra cui quelli dell’Appennino. A Piacenza, invece, sarebbe stato introdotto un sistema di incentivi economici destinato ad aumentare la remunerazione nelle sedi caratterizzate da maggiore disagio organizzativo.

La situazione sarebbe diversa nell’organizzazione dell’Ausl di Parma. La maggiorazione fino a 40 euro all’ora è stata concentrata nei Cau, ma le sedi interessate sono soltanto Langhirano e Fornovo. Nelle Case di comunità il compenso arriva a 38,98 euro all’ora in base all’accordo regionale valido per tutto il territorio, mentre negli altri presidi continua ad applicarsi il compenso ordinario.

La richiesta a Ausl e Regione

Per Vignali, il sistema finisce per penalizzare soprattutto le aree più disagiate, che avrebbero bisogno di incentivi aggiuntivi per attirare professionisti. Un medico, sostiene il rappresentante di Forza Italia, può orientarsi verso una provincia confinante se trova condizioni economiche più vantaggiose e maggiorazioni distribuite in modo più ampio.

La conseguenza, secondo la denuncia, ricade sui cittadini, in particolare anziani e persone fragili, che possono trovarsi con meno assistenza e maggiori difficoltà nell’accesso alle cure. Da qui la richiesta rivolta all’Ausl di Parma e alla Regione Emilia-Romagna di rivedere gli incentivi e di adeguarli alle soluzioni adottate nelle province limitrofe, così da rendere più stabile la copertura dei turni.