La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 330mila euro per favorire la riapertura di sale cinematografiche e teatri storici chiusi da oltre otto anni. L’obiettivo è restituire alle comunità spazi considerati di interesse pubblico e culturale, con particolare attenzione ai centri storici, alle aree interne e ai territori svantaggiati.
Al bando possono partecipare anche le sale cinematografiche situate in aree montane, purché siano chiuse da almeno quattro anni. Le domande dovranno essere presentate entro il 23 ottobre 2026, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblicato sul portale Emilia-Romagna Cultura.
Requisiti e risorse
Possono candidarsi i gestori dei teatri storici, cioè quelli ospitati in edifici realizzati fino agli anni Quaranta del Novecento, e delle sale cinematografiche al chiuso dotate di uno o più schermi e destinate a spettacoli cinematografici. Per entrambe le categorie è previsto un limite massimo di 3.000 posti.
Lo stanziamento copre il triennio 2026-2028. Alle sale cinematografiche sono destinati 180mila euro, pari a 60mila euro per ciascuna annualità, mentre ai teatri storici spettano 150mila euro, con una quota di 50mila euro all’anno.
Le spese ammissibili
Per i teatri storici il contributo potrà finanziare i compensi destinati a compagnie e artisti, compresi i costi di viaggio, vitto e alloggio, oltre alle attività di promozione e comunicazione. Per le sale cinematografiche sono invece ammesse le spese per i diritti di distribuzione dei film, le royalties, le percentuali sugli incassi e il noleggio o la licenza dei contenuti.
Tra i costi finanziabili per i cinema rientrano anche i compensi a cast, artisti e ospiti di rassegne, festival e incontri, oltre alle relative spese di ospitalità e alle attività promozionali. Il contributo regionale potrà coprire al massimo l’80% dei costi, con un tetto di 40mila euro per ciascun anno del triennio.
Secondo l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, teatri e cinema svolgono una funzione di promozione culturale, aggregazione sociale e sviluppo economico. Il bando si inserisce, nelle intenzioni della Regione, in un quadro più ampio di interventi rivolti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, con un’attenzione specifica alle aree montane e ai centri storici.