Tutela sanitaria

Liste d’attesa, arriva il portale per difendere i pazienti

Il servizio prepara senza costi la domanda al Difensore civico quando l’accesso alle prestazioni è negato o tardivo

Liste d’attesa, arriva il portale per difendere i pazienti

Un applicativo gratuito per aiutare i cittadini dell’Emilia-Romagna ad attivare le procedure di tutela previste dalla normativa sulle liste d’attesa. È ListAmica.com, presentato da Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia in Assemblea legislativa regionale e segretario regionale del partito. Il servizio è pensato per i casi in cui una prestazione sanitaria non sia prenotabile perché la lista è chiusa oppure venga fissata oltre i tempi massimi stabiliti dalla legge.

Attraverso la piattaforma, l’utente può predisporre in modo automatizzato e gratuito la richiesta di intervento del Difensore civico. L’obiettivo dichiarato è rendere più semplice l’accesso a una procedura di tutela che, secondo i promotori, non è ancora sufficientemente conosciuta. Vignali ha presentato l’iniziativa come uno strumento operativo rivolto a chi si trova davanti a tempi di prenotazione incompatibili con le disposizioni vigenti.

Il monitoraggio dei tempi

Accanto al portale è stato costituito anche l’Osservatorio regionale sulle liste d’attesa in sanità, con funzioni di analisi e approfondimento. La struttura dovrà monitorare l’andamento delle attese, esaminare i dati pubblici diffusi da Agenas e dalla Regione Emilia-Romagna, individuare le principali criticità e formulare proposte per migliorare l’accesso alle prestazioni.

L’attività scientifica sarà sostenuta da un comitato presieduto dal professor Adolfo Sebastiani, già direttore della Clinica universitaria di Oculistica di Ferrara. Ne fanno parte Claudio Casaroli e Francesco Levato, medici di medicina generale, Gianfranco Cervellin, già direttore del Pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Ermanno Briglia, già primario del Pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti, e Alberto Ferrari, ortopedico ed ex dirigente dell’AUSL di Modena.

Il focus sugli interventi chirurgici

Nel corso della presentazione, Sebastiani ha richiamato dati che evidenziano criticità nel rispetto dei tempi per diverse prestazioni specialistiche, con differenze tra i territori. I promotori hanno inoltre citato le più recenti elaborazioni di Agenas, sottolineando la necessità di rafforzare il monitoraggio e la verifica delle misure adottate per ridurre le attese.

Il primo approfondimento dell’Osservatorio riguarderà le liste d’attesa chirurgiche, alla luce delle disposizioni nazionali entrate in vigore il 26 agosto 2026. Le nuove norme rafforzano il rispetto delle classi di priorità, introducono ulteriori obblighi di monitoraggio e puntano a una maggiore trasparenza nella gestione degli accessi agli interventi.

Secondo i dati illustrati dai promotori, tra giugno e luglio erano emerse attese fino a 237 giorni a Parma, 217 a Modena, 188 a Reggio Emilia e 181 a Bologna per interventi considerati importanti. L’Osservatorio verificherà l’applicazione delle classi di priorità, la gestione delle prenotazioni e i tempi effettivi di accesso agli interventi, con l’obiettivo dichiarato di avanzare proposte su trasparenza, equità e rispetto dei diritti degli utenti.