Possibili scoperture del servizio di continuità assistenziale a Neviano degli Arduini nel mese di ottobre, soprattutto durante i fine settimana. È quanto segnalato da Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere verifiche sull’organizzazione dei turni.
La richiesta alla Regione
Secondo le segnalazioni richiamate nell’interrogazione, nel territorio nevianese potrebbero verificarsi diverse assenze di copertura della continuità assistenziale, il servizio noto in precedenza come guardia medica. Vignali chiede alla Regione di accertare la situazione e di intervenire per evitare una riduzione dell’offerta sanitaria gestita dall’Ausl di Parma e dalle strutture regionali.
Il presidio garantisce assistenza nelle ore notturne, nei giorni prefestivi e in quelli festivi. La sua presenza è considerata particolarmente importante per gli anziani e le persone fragili che vivono nelle aree collinari e montane del Parmense, dove la distanza dai servizi sanitari può rendere più complesso l’accesso alle cure.
Il timore per l’Appennino Est
Vignali avverte che eventuali turni scoperti potrebbero provocare disagi ai cittadini e favorire il ricorso al 118 e ai pronto soccorso anche per prestazioni che, in condizioni ordinarie, dovrebbero essere gestite dalla medicina territoriale. Nel suo intervento viene inoltre richiamata la prospettata trasformazione del CAU di Langhirano, oggi operativo 24 ore su 24, in un’AFT con attività limitata a 12 ore diurne.
Il possibile ridimensionamento viene collegato alla situazione dell’Appennino Est parmense, territorio che secondo il consigliere potrebbe subire una contrazione complessiva dell’offerta sanitaria. Nell’interrogazione viene citato anche l’Accordo integrativo regionale per la medicina generale, approvato dalla Giunta regionale nel febbraio 2026, che prevede di considerare le caratteristiche geografiche, demografiche, viarie e la densità abitativa delle zone disagiate.
Per Vignali, la continuità dei servizi nelle aree interne e montane richiede anche incentivi destinati ai professionisti, così da rendere più attrattivo il lavoro nei territori con maggiori difficoltà organizzative. La richiesta finale è rivolta a Regione e Ausl di Parma, chiamate ad attivarsi per verificare le coperture e impedire arretramenti nell’assistenza sanitaria locale.