È stato rinnovato per l’anno in corso l’accordo che consente di portare l’assistenza ematologica direttamente nelle abitazioni dei pazienti più fragili. Il progetto, attivo a Parma, è sostenuto da una donazione di 35mila euro di AIL Parma e coinvolge le Aziende sanitarie del territorio, l’Ospedale Maggiore, i servizi domiciliari e i medici di medicina generale.
Un’équipe tra ospedale e territorio
L’obiettivo è migliorare la qualità di vita delle persone con malattie ematologiche e dei loro familiari, assicurando in casa le prestazioni necessarie in alcune fasi del percorso di cura. La presa in carico è personalizzata e affidata a un’équipe multiprofessionale, con competenze mediche e infermieristiche coordinate tra Ematologia del Maggiore e assistenza domiciliare.
Il programma consente di effettuare al domicilio accertamenti diagnostici, prelievi, terapie e supporto trasfusionale, soprattutto nei momenti più delicati delle patologie ematologiche neoplastiche. Il direttore generale delle Aziende sanitarie di Parma, Anselmo Campagna, ha sottolineato che il progetto sposta l’Ematologia nel luogo in cui si manifesta il bisogno di cura, grazie alla collaborazione tra specialisti ospedalieri, cure primarie dell’Azienda Usl e volontari di AIL.
I numeri del progetto Emocasa
Emocasa è indicato come una delle prime esperienze di questo tipo in ambito ematologico in Emilia-Romagna. Nel 2025 sono stati seguiti 28 pazienti, con 274 prelievi, 187 trasfusioni e 192 interventi complessivi a domicilio. Nei primi sette mesi del 2026 le persone prese in carico sono già state 21, mentre gli interventi a casa hanno raggiunto quota 157, insieme a 157 prelievi e 115 trasfusioni.
Il numero degli accessi effettuati nei primi mesi dell’anno supera così l’80% di quello registrato nell’intero 2025. Per Giovanni Roti, direttore di Ematologia dell’Ospedale Maggiore, l’assistenza a domicilio deve mantenere la stessa qualità e complessità delle cure ospedaliere, comprese le terapie innovative e il sostegno trasfusionale.
La responsabile del progetto, Monica Crugnola, ha evidenziato il ruolo del team dedicato, che integra le competenze degli specialisti e degli infermieri di Ematologia con quelle degli operatori domiciliari e dei medici di base. Il paziente viene seguito lungo il percorso della malattia attraverso il coordinamento tra i diversi professionisti coinvolti.
Il presidente di AIL Parma, Federico Quaini, ha espresso soddisfazione per il rinnovo della convenzione, ribadendo l’attenzione dell’associazione verso i progetti destinati a rafforzare i servizi sanitari e i benefici delle cure svolte nella casa del paziente, anche in termini di recupero e benessere psicologico.