La storia millenaria del Castello di Tabiano entra in un nuovo volume pubblicato da Franco Maria Ricci Editore. Il libro, intitolato TABIANO. La rocca millenaria e il suo parco, riunisce i testi di Anna Mavilla e Giorgio Villani, accompagnati dalle fotografie di Massimo Listri, per raccontare uno dei luoghi storici più rappresentativi del territorio parmense.
Situato tra Parma e Piacenza, il maniero domina le vallate circostanti dalla quota di 329 metri, con un panorama che dall’Appennino si estende fino alla catena alpina. Le origini della fortificazione restano in parte incerte: alcune ipotesi ne collocano la fondazione già in epoca romana. Per secoli Tabiano fu una delle principali rocche dell’Appennino e svolse una funzione di presidio lungo le vie del sale, sotto il controllo della famiglia ghibellina dei Pallavicino.
Dalle origini ai restauri ottocenteschi
Il volume ripercorre le diverse fasi della storia del castello, dalla dominazione dei Pallavicino ai rapporti con figure del Medioevo come Federico Barbarossa e Federico II di Svevia. Viene inoltre ricostruito il declino seguito alla nascita del Ducato farnesiano di Parma e Piacenza, fino all’acquisto del complesso, nel 1882, da parte di Giacomo Corazza e Rosa Gatti. La proprietà è tuttora della famiglia Corazza Martini.
Una parte centrale della pubblicazione è dedicata alla stagione di recupero avviata nel 1884. Giacomo Corazza e Rosa Gatti promossero un lungo intervento di restauro in stile, in un periodo segnato dal rinnovato interesse per il Medioevo e il Rinascimento. I lavori furono diretti per oltre trent’anni dall’architetto Mario Vacca, con la partecipazione degli artisti Enrico Terzi e Cleomene Marini. Al celebre Lodovico Pogliaghi viene attribuita la realizzazione del Salone degli specchi.
Il parco e gli interventi recenti
Il racconto riguarda anche l’area verde della proprietà, dai giardini storici alle antiche mura, dalla vigna storica alle serre. Gli interventi realizzati negli ultimi anni attraverso il Bando Giardini del PNRR hanno interessato l’intero complesso. Le serre sono state restituite alla loro funzione originaria di ricovero invernale per agrumi ed essenze rare, già curate da Rosa Corazza all’inizio del Novecento.
Il progetto ha previsto inoltre nuovi padiglioni per le attività didattiche legate alla filiera vitivinicola, il rinnovamento del giardino pensile con le sue rose storiche e la valorizzazione dei due giardini collocati a est e a ovest della rocca. Un nuovo impianto di illuminazione viene utilizzato durante eventi, cerimonie e matrimoni.
Le immagini di Massimo Listri documentano gli interni decorati, i giardini, le mura e il paesaggio circostante. Alle fotografie contemporanee si affiancano disegni e documenti d’archivio, utili a ricostruire l’evoluzione dei progetti elaborati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il libro si inserisce nel percorso editoriale dedicato alle dimore storiche italiane e segue il precedente lavoro sul Castello Ruspoli di Vignanello, nella Tuscia laziale.